il paradosso
Diga San Giovanni, l'acqua c'è ma le pompe di sollevamento sono rotte: oltre 16 milioni di metri cubi restano bloccati
L'assessore Sammartino tranquillizza gli agricoltori del comprensorio: "Pompe attive a breve e 8 milioni per gli impianti"
Oltre 16 milioni di metri cubi di acqua che sono al momento contenuti all’interno della diga San Giovanni di Naro rischiano di non potere essere utilizzati perché da mesi vi è un guasto ai motori delle pompe di sollevamento dell’invaso e nessuno interviene per ripararlo. Si tratta di acqua che viene impiegata dagli agricoltori per irrigare le campagne di Naro, Canicattì e Castrofilippo.
L’allarme è stato lanciato dall’ex assessore all’agricoltura del Comune di Naro ed attuale consigliere comunale del Pd Calogero Licata che ieri ha inviato una nota all’ente gestore, il Consorzio di bonifica Ag 3 chiedendo un incontro immediato sollecitato da numerosi agricoltori della zona.
«Nonostante la buona disponibilità idrica dell’invaso – dice Calogero Licata – elemento positivo dopo anni di siccità che hanno messo in ginocchio l’agricoltura locale, permane un problema critico che rischia di vanificare i benefici delle piogge abbondanti. I motori di sollevamento non funzionano ormai da diversi mesi – spiega Licata – e oggi ci si trova nella totale incertezza.»
Il consigliere sottolinea con forza la distinzione tra ciò che dovrebbe accadere e ciò che invece sta realmente succedendo. «Gli agricoltori – aggiunge – non dovrebbero avere problemi per l’irrigazione di quest’anno, dico “dovrebbero” perché mi hanno segnalato questa situazione di stallo che deve essere risolta prima dell’arrivo della stagione estiva altrimenti mesi di duro lavoro saranno vanificati se non si potrà fare partire la campagna irrigua con gravissimi danni all’economia del territorio.»
Il problema - continua Calogero Licata - è stato posto all’attenzione anche del presidente della Regione Renato Schifani, degli assessori regionali all’Agricoltura, Luca Sammartino, e del collega alle Acque e ai Rifiuti, Francesco Colianni, auspicando un loro intervento tempestivo e risolutorio. Nei prossimi giorni - conclude il consigliere comunale del Partito Democratico - provvederò a convocare una assemblea di agricoltori per informarli passo dopo passo sull’evolversi della situazione».
Ed a proposito di acqua e irrigazione delle campagne agrigentine vi è un altro incredibile paradosso: quello dell’invaso Furore. Pur essendo parzialmente riempita, la diga non è ancora stata collaudata e, per ragioni di sicurezza, si è costretti a riversare l’acqua a mare, con una evidente perdita di risorsa preziosa che invece potrebbe essere utilizzata per l’irrigazione delle campagne della zona allargando il raggio d’azione sino ai terreni che ricadono nella zona di Palma di Montechiaro e Favara.
Bisogna ricordare che soltanto un paio di anni addietro sull’utilizzo dell’acqua della diga San Giovanni di Naro si era scatenata una «battaglia» tra gli agricoltori della zona e quelli della piana di Licata. Agricoltori licatesi che avrebbero voluto utilizzare circa due milioni di metri cubi di acqua della diga di Naro per irrigare le proprie campagne.
Nel gennaio del 2024 il Consorzio Piana del Salso ha depositato un progetto presso la Regione Siciliana per convogliare l’acqua per usi irrigui della diga San Giovanni. Un progetto da 28 milioni di euro che sarebbe servito per realizzare i tredici chilometri di condotte necessarie a far giungere l’acqua della diga di Naro sino alle campagne della piana di Licata per poi essere utilizzata nella irrigazione delle colture. A distanza di oltre due anni dalla presentazione di questo progetto però rimane al momento tutto bloccato o almeno non si è saputo più nulla.
Sulla vicenda è intervenuto l’assessore regionale all’Agricoltura, Luca Sammartino: «Voglio tranquillizzare gli agricoltori del territorio servito dalla diga San Giovanni di Naro: il commissario del Consorzio di bonifica di Agrigento mi ha assicurato che l’impianto di sollevamento tornerà in esercizio già la prossima settimana. In pochi giorni si concluderà l'intervento di manutenzione ordinaria programmata da tempo. La campagna irrigua, quindi, non subirà pertanto alcun rallentamento o impedimento.
Inoltre, nei mesi scorsi il Consorzio di bonifica ha ottenuto un finanziamento da 8 milioni e mezzo per un progetto finanziato con risorse del Fondo di sviluppo e coesione programmati dal governo Schifani per ammodernare e adeguare gli impianti di sollevamento. I lavori sono stati aggiudicati e saranno consegnati nei prossimi giorni».