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19 marzo 2026 - Aggiornato alle 02:23
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Attualità

Scoglitti, inquinata l'ultima duna che resiste

La denuncia dell'associazione Terre Pulite che chiede controlli più serrati

19 Marzo 2026, 00:56

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Scoglitti, inquinata l'ultima duna che resiste

La duna che resiste nonostante l'inquinamento ambientale

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A Scoglitti, sul lungomare Cammarana, resiste ancora una delle ultime dune sopravvissute alle ruspe. Un piccolo miracolo naturale a venti metri dalla battigia, un frammento di ecosistema costiero che dovrebbe essere custodito come un tesoro. Invece, oggi appare come un luogo ferito: plastica ovunque, sacchetti trascinati dal vento, rifiuti sparsi e persino un materasso abbandonato come se fosse una discarica improvvisata. È questo lo scenario denunciato dall’associazione Terre Pulite, che da mesi documenta il degrado senza ottenere risposte.

Le dune costiere non sono un dettaglio del paesaggio: sono barriere naturali che proteggono il litorale dall’erosione, trattengono la sabbia portata dal vento, ospitano specie vegetali e animali che altrove non riuscirebbero a sopravvivere. Sono ecosistemi fragili, preziosi, insostituibili. Eppure, qui vengono lasciati marcire sotto il peso dell’incuria.

Il paradosso è ancora più evidente se si pensa che proprio questo tratto di spiaggia è uno dei luoghi dove, quasi ogni anno, vengono scoperti i nidi della tartaruga marina Caretta caretta. Un fenomeno che aveva portato un ex sindaco a definirle, con ironia e stupore, “tartarughe con il radar”, perché tornano a deporre le uova sempre negli stessi punti, come se riconoscessero la strada di casa. Ma quale casa possono trovare oggi, se la duna che dovrebbe accoglierle è sommersa dai rifiuti?

Terre Pulite denuncia che la situazione va avanti da mesi. Nessuno interviene, nessuno bonifica, nessuno sembra sentire la responsabilità di proteggere ciò che resta di un habitat che altrove sarebbe considerato un monumento naturale. E forse è proprio questo il punto: queste dune dovrebbero essere valorizzate, raccontate, protette, trasformate in luoghi simbolo della ricchezza ambientale del territorio. Dovrebbero diventare spazi educativi, punti di osservazione, testimonianze viventi di quanto la natura sia capace di resistere, se solo le si dà una possibilità.

Invece, oggi sono il simbolo di un abbandono che fa rumore. Un abbandono che rischia di cancellare per sempre un pezzo di identità costiera, un patrimonio che appartiene a tutti.

La denuncia di Terre Pulite non è solo un atto d’accusa: è un appello. Un invito a guardare ciò che abbiamo sotto gli occhi e che troppo spesso ignoriamo. A capire che la tutela dell’ambiente non è un lusso, ma un dovere. A riconoscere che la bellezza, quando non viene protetta, si perde. E quando si perde, non torna più.