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19 marzo 2026 - Aggiornato alle 02:23
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Attualità

Marina di Modica, l'imprenditore che ripulisce i luoghi simbolo continua la propria azione di bonifica

Antonio Puccia non si è fermato al laghetto. Ecco quali sono le altre novità che lo vedono protagonista

19 Marzo 2026, 02:23

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Marina di Modica, l'imprenditore che ripulisce i luoghi simbolo continua la propria azione di bonifica

La zona interessata dalla raccolta delle microplastiche

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A Marina di Modica c’è chi non aspetta che qualcuno intervenga, chi non si limita a denunciare, chi sceglie di agire. È il caso dell’imprenditore Antonio Puccia, che ancora una volta ha dimostrato cosa significhi amare davvero il proprio territorio. Ne avevamo parlato nei giorni scorsi, quando insieme al suo staff aveva ripulito il laghetto, restituendo dignità a un’area soffocata dai rifiuti. Ma quella non era che la prima tappa.

Domenica scorsa Puccia è tornato in azione, questa volta con un intervento ancora più delicato: la raccolta delle microplastiche lungo la battigia. Un lavoro silenzioso, paziente, quasi invisibile agli occhi dei più, ma fondamentale per la salute dell’ambiente. Piccoli frammenti che il vento avrebbe presto ricoperto di sabbia, trasformandoli in una minaccia costante per la fauna marina e per l’intero ecosistema. Microplastiche che, se ingerite, possono causare danni gravissimi agli animali, fino alla morte.

Eppure, mentre molti passano oltre senza vedere, Puccia ha visto. Ha pensato, e poi ha agito. Con intelligenza, con sensibilità, con un amore autentico per Marina di Modica. Un gesto concreto, che vale più di mille parole. Un esempio che tutti dovremmo seguire, perché la tutela dell’ambiente non è un compito delegabile: è una responsabilità condivisa.

E non finisce qui. Dopo il “bis”, arriva anche il tris. Sabato 21 marzo, infatti, Puccia sarà protagonista della giornata “Marina di Modica si differenzia”, un nuovo appuntamento dedicato alla cura del territorio e alla sensibilizzazione ambientale. Un impegno che non si esaurisce in un singolo intervento, ma che diventa percorso, continuità, visione.

A lui e a tutto il suo staff va il grazie sincero della comunità. Perché in un tempo in cui è facile lamentarsi e difficile rimboccarsi le maniche, c’è chi sceglie la strada più faticosa ma più giusta: quella dell’esempio. E gli esempi, quando sono così limpidi, diventano contagiosi.