l'ultimatum
Tassa di soggiorno e Tari, gli operatori turistici del settore extralberghiero minacciano la serrata invernale
Il grido d'allarme: "Fate qualcosa di concreto, non possiamo più reggere da soli"
Annuncio pesante quello dell'associazione cittadina che raggruppa le strutture turistiche del settore extralberghiero: potrebbero chiudere nei mesi invernali, esattamente come fanno da anni i grandi alberghi della città. A dichiararlo è l'associazione Sciacca Turismo, che ieri, durante una riunione in municipio con amministrazione e commissioni consiliari bilancio e attività produttive, ha consegnato un documento dettagliato con richieste precise e non più rinviabili. È una sorta di ultimatum: senza risposte concrete, il settore non ritiene più sostenibile restare aperto tutto l'anno.
La riunione, convocata dalle Commissioni presiedute da Filippo Bellanca e Giuseppe Catanzaro, si è svolta in un clima insolitamente collaborativo nonostante le recenti fibrillazioni politiche. Presenti il sindaco Fabio Termine, l'assessore al Turismo Francesco Dimino, gli uffici e gli operatori dell'associazione guidata da Ezio Bono.
Il comparto turistico chiede da anni interventi strutturali ed ha messo nero su bianco un pacchetto di proposte che, se ignorate, potrebbero portare a una drastica riduzione dell'offerta ricettiva nei mesi di bassa stagione: «Non possiamo più reggere da soli – dice Bono – per l'ennesima volta abbiamo chiesto la revisione del regolamento dell'imposta di soggiorno, con la destinazione vincolata di una quota fissa ai servizi essenziali per l'accoglienza, la promozione e l'informazione turistica. Una richiesta storica, rimasta per anni lettera morta».
L'associazione chiede anche il mantenimento delle attuali tariffe dell'imposta per almeno 5 anni, così da garantire stabilità agli operatori e ai visitatori. E propone di destinare parte delle risorse alla redazione di un piano strategico di marketing turistico, strumento indispensabile per una città che ambisce a competere con le principali destinazioni siciliane ma che, di fatto, continua a muoversi senza una visione unitaria.
Tra le richieste più urgenti c'è la Tari: gli operatori chiedono uno sgravio, ritenendo sproporzionati i costi attuali rispetto al contributo economico che il settore garantisce al Comune attraverso l'imposta di soggiorno. Richiesta inoltre la programmazione di eventi durante tutto l'anno, soprattutto nei mesi di bassa stagione, affidandoli a professionisti e pianificandoli con largo anticipo: senza un calendario stabile, la destagionalizzazione resta uno slogan. Riattivare il sito “Welcome to Sciacca”, da anni abbandonato, e la partecipazione alle fiere nazionali del turismo.
Infine, si sollecitano interventi sulle infrastrutture: parcheggi nelle zone balneari e nel centro storico, potenziamento dei bus urbani, servizi più efficienti per la gestione dei flussi turistici.