Attualità
Modica, la proposta: "Creiamo una comunità energetica cittadina"
Il comitato L'Alternativa socialista ritiene che sia l'unico modo per venire incontro alle esigenze della cittadinanza esposta a una maggiore vulnerabilità economica
Di fronte all’aggravarsi delle tensioni internazionali e dei conflitti che stanno incidendo sul quadro energetico globale, il referente del comitato Alternativa Socialista, Antonio Ruta, richiama l’attenzione sul futuro energetico di Modica. “Anche alla luce delle gravi problematiche che stanno emergendo a livello mondiale, causate e aggravate dai conflitti bellici e dalle sempre crescenti tensioni internazionali, riteniamo non più rinviabile una riflessione seria e concreta sul destino energetico del nostro territorio”, afferma.
Ruta sottolinea gli effetti diretti della situazione esterna sul tessuto locale: “Questa crisi ‘glocale’ esemplifica le ricadute dirette e pesanti di eventi esterni sulla vita quotidiana delle nostre comunità: aumento dei costi dell’energia, che alimenta le difficoltà per famiglie e imprese ed una maggiore vulnerabilità economica e sociale. Ovviamente le categorie a reddito medio e medio-basso, cioè una parte significativa di modicani, ne subiamo il maggiore pregiudizio. Per questo motivo, il comitato cittadino L’Alternativa Socialista Modica chiede all’Amministrazione comunale di dare una risposta immediata e lungimirante, attivandosi con urgenza per l’istituzione della Comunità energetica cittadina”.
Sul piano delle soluzioni, il referente indica una strada precisa: “Le comunità energetiche – ancora Ruta – rappresentano una risposta concreta, sostenibile e innovativa, perché favoriscono la produzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili; riduccono i costi energetici per famiglie e imprese; rafforzano l’autonomia energetica del territorio; promuovono modelli di cooperazione e solidarietà. Non si tratta solo di una scelta tecnica o economica, ma di una decisione politica strategica, perché migliora la qualità della vita nel presente e rafforza la nostra comune capacità di resilienza futura”.