Attualità
Comune di Ispica, i sindacati: "Basta promesse non mantenute"
Sul tappeto la questione dei lavoratori part time, Cisl Fp e Fp Cgil a muso duro
Ispica, la pazienza dei dipendenti a tempo parziale del Comune è al capolinea. Dopo quindici mesi di incontri, trattative e impegni presi ma puntualmente disattesi, la misura è colma.
A denunciarlo sono la segretaria territoriale della Cisl Fp Ragusa, Sandra Farruggio, e il segretario generale della Fp Cgil Ragusa, Nunzio Fernandez, che parlano apertamente di «ennesima, profonda e amara delusione».
Il riferimento è alla riunione del 3 marzo scorso, durante la quale gli assessori Galifi, Dibenedetto e Andolina hanno sottoscritto con Cisl e Cgil un documento che impegnava l’Amministrazione a intervenire a partire dal 16 marzo 2026 nel caso in cui non fosse arrivato in tempo utile il via libera della Regione all’aumento temporaneo dell’orario dei part‑time, previsto dall’articolo 56 della Legge di Stabilità regionale 2026‑2028 (contributi agli enti locali in dissesto per l’incremento orario del personale a tempo parziale).
L’intesa era esplicita: in assenza del decreto attuativo regionale, il Municipio avrebbe garantito con risorse proprie un’integrazione di 8 ore settimanali per 30 giorni, così da evitare ulteriori incertezze ai lavoratori.
«Ad oggi – denunciano Farruggio e Fernandez – solo chiacchiere e promesse non mantenute. Nessun atto concreto, nessuna integrazione oraria, nessun segnale di rispetto verso lavoratrici e lavoratori che da anni garantiscono servizi essenziali con orari ridotti e stipendi insufficienti».
Le due organizzazioni sindacali definiscono la situazione «non più tollerabile», soprattutto alla luce del lungo percorso di confronto che avrebbe dovuto portare a una soluzione condivisa. «Abbiamo dimostrato responsabilità, disponibilità e senso istituzionale – affermano – ma non accetteremo ulteriori rinvii o giochi al ribasso sulla pelle dei dipendenti».
Per questo, Cisl Fp Ragusa e Fp Cgil annunciano che nei prossimi giorni l’azione sindacale sarà intensificata, con tutte le iniziative necessarie a tutelare diritti, dignità e futuro dei lavoratori a tempo parziale di Palazzo Bruno. «Non escludiamo azioni più incisive – concludono – perché il tempo delle attese è finito. Ora servono fatti».