Attualità
Ispica, scoppia la protesta dei lavoratori del settore igiene ambientale
I sindacati: "Mezzi inadeguati, non garantire le minime condizioni di sicurezza"
A Ispica cresce la tensione tra i lavoratori del settore Igiene Ambientale e la ditta Impre.Gi.CO., dopo che le organizzazioni sindacali FP‑CGIL e FIADEL hanno proclamato lo stato di agitazione e avviato le procedure di raffreddamento previste dalla normativa. Nel comunicato inviato alla Prefettura di Ragusa, al sindaco di Ispica e alla Commissione di Garanzia, i sindacati denunciano «la grave e perdurante situazione relativa ai mezzi in dotazione, che risultano ormai inadeguati, usurati e non più idonei a garantire condizioni minime di sicurezza e operatività».
La contestazione riguarda in particolare la mancata risposta alle numerose segnalazioni avanzate nel tempo. Secondo le sigle sindacali, l’inerzia dell’azienda avrebbe determinato «una situazione inaccettabile, che espone quotidianamente i lavoratori del Settore Igiene Ambientale a rischi per la salute e la sicurezza, oltre a compromettere la regolare erogazione del servizio». Da qui la richiesta urgente di sostituire i mezzi attualmente in uso con dotazioni adeguate agli standard previsti.
La decisione di proclamare lo stato di agitazione è maturata a seguito di un’assemblea dei lavoratori, che hanno espresso preoccupazione per le condizioni in cui sono costretti a operare. Nel documento si legge che, in assenza di interventi immediati, «saranno avviate senza ulteriore preavviso tutte le procedure di raffreddamento e conciliazione, propedeutiche alla proclamazione dello sciopero». Una posizione netta, che lascia intendere come la mobilitazione possa rapidamente intensificarsi se non arriveranno risposte concrete.
I sindacati preannunciano inoltre il ricorso a «tutte le forme di mobilitazione, ivi compreso lo sciopero», qualora non si registri un cambio di rotta da parte della ditta. Una prospettiva che potrebbe avere ripercussioni dirette sulla città, considerando la natura essenziale del servizio di igiene urbana.
La vicenda riporta al centro dell’attenzione un tema ricorrente nei comuni siciliani: la necessità di garantire mezzi adeguati e condizioni di lavoro sicure in un settore che, pur essendo fondamentale per la qualità della vita dei cittadini, spesso soffre di carenze strutturali e ritardi negli investimenti. Ora la parola passa all’azienda e alle istituzioni, chiamate a intervenire per evitare che la protesta sfoci in uno sciopero con inevitabili disagi per la comunità.