Attualità
Santa Croce celebra il patrono, per San Giuseppe "A nisciuta delle ceni"
Oggi festa grande nella cittadina iblea con riti che affondano le proprie radici nell'Ottocento
A Santa Croce Camerina la comunità si è riunita per uno dei momenti più sentiti del calendario religioso: la Celebrazione Eucaristica in onore di San Giuseppe, patrono principale della città. La Messa, presieduta da don Salvatore Bertino, già arciprete della Chiesa Madre, ha rappresentato un momento di intensa partecipazione e raccoglimento. Durante la liturgia è stata amministrata anche l’unzione degli infermi, gesto che ogni anno richiama numerosi fedeli e che sottolinea il valore di cura, protezione e vicinanza ai più fragili, elementi profondamente legati alla figura del Santo.
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La celebrazione si inserisce nel più ampio contesto delle tradizioni dedicate a San Giuseppe, che a Santa Croce Camerina trovano una delle espressioni più ricche della Sicilia. Le “Cene di San Giuseppe”, cuore della devozione popolare, continuano a essere un simbolo identitario forte: altari imbanditi, pane votivo e pietanze rituali raccontano una storia che unisce fede, memoria e solidarietà. Negli ultimi anni queste tradizioni hanno attirato migliaia di visitatori, trasformando la festa in un evento capace di coniugare spiritualità e valorizzazione culturale del territorio.
Al termine della celebrazione, come da tradizione, si è svolta “A nisciuta delle Ceni”, il momento in cui le Cene vengono aperte al pubblico, permettendo a cittadini e visitatori di ammirare gli allestimenti e di immergersi in un rito che affonda le sue radici nell’Ottocento. È un passaggio che segna simbolicamente l’avvio dei giorni più intensi della festa, quando le case si trasformano in luoghi di accoglienza e la città diventa un percorso diffuso di fede e cultura.
Anche quest’anno la partecipazione è stata ampia, confermando il forte legame della comunità con il proprio patrono e la capacità della festa di rinnovarsi senza perdere autenticità. Santa Croce Camerina continua così a custodire e tramandare un patrimonio immateriale che rappresenta uno dei tratti più distintivi della sua identità.