Attualità
"Se non iscriviamo dieci bambini alla prima elementare, il borgo muore"
Il problematico caso di Sampieri e l'appello dei residenti per reclutare famiglie
A Sampieri cresce l’allarme per il destino della scuola elementare del borgo marinaro. In assenza di un numero sufficiente di iscritti alla prima classe per l’anno scolastico 2027-2028, il plesso rischia la chiusura, con ricadute pesanti su un territorio già fragile sotto il profilo demografico e sociale.
Dalle ultime interlocuzioni è emerso che servono almeno dieci bambini da iscrivere entro un anno. Un traguardo oggi distante, ma che molti abitanti ritengono ancora alla portata se si imbocca un percorso concreto per riportare nuclei familiari a vivere stabilmente nel paese.
«Abbiamo un anno di tempo per iscrivere dieci bambini – afferma un residente – bisogna portare famiglie a Sampieri. Tutto il resto è sentimentalismo o tornaconto economico».
Il riferimento è alla progressiva trasformazione delle abitazioni in case vacanza, fenomeno che ha svuotato il borgo nei mesi freddi, riducendo drasticamente la presenza di minori.
Si alza anche la richiesta di un impegno più deciso da parte delle istituzioni. «Dobbiamo ribellarci – dichiara Margherita Aprile Ragusa – possono accorpare Cava d’Aliga e Sampieri mettendo a disposizione un servizio di trasporto per i bambini. Questo si chiama rispetto per le famiglie residenti che pagano le tasse comunali».
Il tema del trasporto scolastico, infatti, è uno dei nodi centrali: senza un servizio efficiente, molte famiglie non riescono a garantire la frequenza.
Ancora più netto l’intervento di un altro cittadino, che giudica «assurdo» il rischio di serrata del plesso per l’assenza di un mezzo dedicato. «O forse i bambini di Sampieri, come quelli di Cava d’Aliga, non hanno lo stesso diritto di tutti gli altri bambini del Comune?», domanda provocatoriamente.
La chiusura della scuola non sarebbe soltanto un disservizio, ma un colpo all’identità del borgo. Quando un’aula si spegne, un paese perde vitalità, attrattività, prospettiva.
Senza famiglie e senza bambini, Sampieri rischia di trasformarsi in un luogo vissuto soltanto d’estate, privo di quella continuità sociale che ne ha costituito la forza.
Da qui l’appello dei residenti: servono politiche per il rientro delle famiglie, incentivi all’abitare stabile, servizi adeguati e una visione che superi la stagionalità turistica. Solo così la scuola potrà continuare a esistere e, con essa, il cuore della comunità.
La sfida è aperta. E il tempo, ricordano i cittadini, è poco.