il caso
Il capo della Protezione civile Usa: «Sì, sono stato teletrasportato per due volte»
Il dirigente della Fema sostenitore di teorie ultra complottiste, tra cui una davvero surreale: «Mi sono trovato in un attimo a 50 miglia da dove ero»
Gregg Phillips è oggi tra i massimi responsabili operativi della FEMA (Federal Emergency Management Agency), una sorta di Protezione civile americana. Da dicembre 2025 ricopre l’incarico di Associate Administrator dell’Office of Response and Recovery (ORR). In tale posizione cruciale, come attestato da una sua testimonianza scritta al Congresso l’11 febbraio 2026, sovrintende alle principali operazioni di risposta e ricostruzione post-disastro negli Stati Uniti: dall’attivazione dell’apparato federale alla valutazione necessaria per l’assegnazione degli aiuti.
Il suo curriculum, insieme ad alcune esternazioni eccentriche del passato, sta però alimentando seri interrogativi sul profilo istituzionale del dirigente. L’episodio mediatico più clamoroso riguarda le sue affermazioni pubbliche sul “teletrasporto”.
Secondo un’inchiesta del Guardian, che richiama anche un approfondimento della CNN, Phillips ha raccontato in più occasioni di essere stato protagonista di inspiegabili spostamenti fisici. In un episodio del podcast “Onward” del gennaio 2025, co-condotto con l’attivista di destra Catherine Engelbrecht, ha descritto due eventi surreali: nel primo, la sua automobile sarebbe stata “sollevata” e trasferita per circa 40 miglia fino a un fosso vicino a una chiesa; nel secondo, si sarebbe ritrovato “in un lampo” in una tavola calda della catena Waffle House a Rome, in Georgia, a circa 50 miglia dal punto in cui si trovava originariamente.
“Il teletrasporto non è divertente”, ha dichiarato Phillips nel podcast, aggiungendo che in quelle circostanze “sai che sta accadendo ma non puoi farci nulla”.
Prima dell’ascesa ai vertici operativi della FEMA, Phillips era noto come attivista conservatore e sostenitore di teorie cospirazioniste, spesso legate a presunte frodi elettorali poi smentite. In seguito è apparso nel documentario “2000 Mules” del regista Dinesh D’Souza, basato su dati del gruppo True the Vote. Le verifiche giornalistiche hanno giudicato l’opera priva di solide evidenze, al punto che nel 2024 D’Souza ha dovuto scusarsi pubblicamente con un cittadino falsamente accusato nel film.
Di fronte alle rivelazioni sulle dichiarazioni di Phillips, la FEMA ha difeso il proprio dirigente. Interpellato dai media, l’ente ha bollato le domande sul teletrasporto come “così sciocche da non meritare risposta”. I portavoce hanno inoltre precisato che quei racconti erano inseriti in un contesto di conversazioni personali “informali, scherzose e in parte spirituali”, antecedenti alla nomina, e risalivano a un periodo in cui Phillips affrontava seri problemi di salute.
Nonostante le rassicurazioni ufficiali, resta un dato politico difficilmente eludibile: il vertice operativo incaricato di valutare il fabbisogno vitale di aiuti federali in caso di catastrofe è un ex attivista noto per la diffusione di tesi infondate e per aver raccontato in pubblico di essere stato teletrasportato in una Waffle House.