Attualità
Scicli e l'atto intimidatorio al bancone di ortofrutta, partita raccolta fondi per sostenere le vittime
Non era la prima volta che gli operatori economici subivano segnali di questo genere: "Non vogliamo pietà, ma solo ricominciare"
Scicli si è svegliata ancora una volta ferita. Nella notte tra giovedì e venerdì un incendio doloso aveva devastato un punto vendita, un bancone di ortofrutta nello slargo di via Ospedale, riducendo in cenere anni di lavoro, sacrifici e investimenti. Questa volta, però, le telecamere hanno funzionato. E le vittime, una famiglia che da mesi subisce minacce e atti intimidatori, hanno deciso di raccontare tutto, senza più silenzi né mezze parole. “Quello che è successo non è un episodio isolato. È il quarto avvertimento. E questa volta chi ha appiccato il fuoco ha fatto un lavoro ‘ottimo’, perché ha mandato in fumo tutto ciò che avevamo costruito”, dicono con una lucidità che non cancella la rabbia.
La loro storia non comincia con l’ultimo rogo, ma molto prima. Il primo segnale arriva all’alba, all’apertura del punto vendita: un mazzo di fiori funebri lasciato sul bancone, un messaggio inquietante, diretto, impossibile da ignorare. Il secondo episodio è ancora più grave: un incendio in campagna che distrugge tre quarti del terreno, mezzi agricoli, arredi, attrezzi da lavoro. Un colpo durissimo, economico ed emotivo. Poi arriva il terzo avvertimento, di nuovo nel luogo di lavoro: un altro incendio, domato in tempo, ma comunque capace di bruciare espositori, merce e serenità. E infine l’ultimo, il più devastante, quello della notte scorsa. “Questa volta è andata come volevano. Hanno distrutto tutto. Ma almeno le telecamere hanno ripreso chi è stato. E il soprannome che porta gli si addice alla perfezione, perché vale esattamente quello… forse anche meno”.
Di fronte a tanta violenza, Scicli ha reagito. È partita una raccolta fondi per aiutare la famiglia a ricostruire ciò che è stato distrutto, per rimettere in piedi un’attività che non è solo un lavoro, ma identità, dignità, futuro. https://gofund.me/d266712a3
“Non chiediamo pietà. Chiediamo solo di poter ricominciare. Di non lasciare che l’intimidazione vinca. Di dimostrare che una comunità unita vale più del fuoco di chi vuole distruggere”.
Ora le vittime chiedono protezione, giustizia, presenza.
“Non vogliamo essere lasciati soli. Non vogliamo che il prossimo incendio sia quello che colpisce qualcun altro. Serve una risposta forte, immediata, concreta”.
Scicli, ancora una volta, si trova davanti a un bivio: subire o reagire. E questa storia, per quanto dolorosa, sembra già aver acceso la parte migliore della città.