L'addio
Funerali di Bossi a Pontida tra polemiche e contestazioni: "Salvini molla la camicia verde"
L'accusa di "eredità tradita" di Castelli e cori per la secessione all'arrivo di Meloni
«Quella di Bossi è una eredità tradita. Mi auguro che la giornata di oggi possa essere un punto di partenza per quel popolo della Lega che non si riconosce più nella politica centralista di questo nuovo partito, che è un’altra cosa. Una giornata molto triste ma anche di speranza». Lo afferma Roberto Castelli, promotore del Partito Popolare del Nord, sul sagrato del monastero di San Giacomo, a Pontida, dove alle 12 sono iniziati i funerali di Umberto Bossi. «C'è una questione settentrionale da riprendere in mano con più vigore - aggiunge Castelli - La Lega di Salvini non è la Lega che si vede qui oggi, è un’altra cosa. Ha mantenuto il nome, ma solo quello».
Salvini è stato salutato da un coro di contestazione. «Molla la camicia verde, vergogna». È la frase che è stata urlata all'attuale leader della Lega da parte dei militanti del Partito popolare per il Nord, promosso da Roberto Castelli. Infatti il leader della Lega si è presentato ai funerali di Umberto Bossi, indossando una camicia verde. Mentre Salvini saliva i gradini della abbazia poi alcuni militanti presenti in piazza hanno scandito cori, «Bossi, Bossi». Qualcuno ha urlato anche «vergogna».
«Secessione, secessione», è il grido che hanno scandito sempre dai militanti della Lega sulla piazza dell’abbazia di San Giacomo a Pontida all’arrivo della premier Giorgia Meloni. La presidente del Consiglio che è arrivata con il vicepremier Antonio Tajani è stata accolta da qualche applauso prima di entrare in chiesa.
Presenti alle esequie, tra gli altri, anche i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e il vicepremier Antonio Tajani, oltre a ministri e presidenti di Regione. Sulla piazza allestito un maxischermo per assistere alla diretta della cerimonia.