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Come si ottiene il marchio 'Evento di Qualità' Unpli: criteri e procedura

Dalla sala del Senato ai vicoli del Rabato: il percorso che trasforma un’idea in un «evento di qualità»

22 Marzo 2026, 16:57

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Come si ottiene il marchio 'Evento di Qualità' UNPLI: criteri e procedura

Il presepe vivente di Sutera

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Il 16 marzo, nella cornice formale del Senato della Repubblica, si ascolta spesso il fruscio di cartelline e il mormorio emozionato di delegazioni arrivate da tutta Italia. Poi, quando la cerimonia si chiude, il silenzio istituzionale lascia posto al suono dei passi: quelli dei volontari che tornano a casa con un sigillo appena conquistato. È andata così anche per il Presepe Vivente di Sutera, marchiato «Evento di Qualità» dall’UNPLI: un riconoscimento assegnato ufficialmente il 16 marzo 2026. Un premio che celebra lavoro, passione e cura delle tradizioni, ma soprattutto una certificazione che si ottiene seguendo criteri e una procedura ben precisi.

Perché partire da Sutera per capire i criteri

Sutera è un caso scuola: il suo Presepe Vivente, ambientato nello storico quartiere del Rabato, è diventato un esempio di come si possa fondere identità locale, valorizzazione del patrimonio e organizzazione in un evento capace di superare le soglie della comunità e parlare all’Italia intera. La notizia del marchio arriva infatti a valle di un percorso fatto di continuità, sicurezza, promozione e—dato non scontato—verifica in loco da parte di ispettori. Sono proprio questi i pilastri su cui si regge il riconoscimento UNPLI.

Che cos’è il marchio «Evento di Qualità» Unpli

Dietro una targa da esporre e un logo da utilizzare sui materiali di comunicazione, c’è un sistema di standard che l’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia ha messo in piedi per identificare—e valorizzare—le manifestazioni che incarnano al meglio tradizioni, territori, comunità. Nel 2026, la cerimonia di consegna dei marchi—sia «Sagra di Qualità» sia «Evento di Qualità»—si è svolta tra il 15 marzo (anteprima all’Ergife Hotel) e il 16 marzo (Sala Koch, Senato), con la premiazione di 44 Sagre di Qualità, 21 Eventi di Qualità e 3 menzioni speciali, in rappresentanza di 15 regioni. Numeri che danno la misura della rete mobilitata e dello sforzo organizzativo richiesto.

L’UNPLI adotta procedure strutturate per la gestione dei propri marchi: la metodologia è stata resa visibile anche in precedenti edizioni istituzionali—si pensi alla consegna dei marchi in Senato nel 2025—e si fonda su una istruttoria documentale e su ispezioni in occasione dello svolgimento dell’evento candidato. È la combinazione che rende il marchio una vera bussola di qualità per i visitatori e un attestato di affidabilità per le comunità.

I criteri: cosa deve dimostrare un evento per ambire al marchio

Il regolamento più dettagliato e pubblico oggi disponibile è quello della «Sagra di Qualità» UNPLI. Pur riferendosi alla categoria “sagre”, il testo offre un quadro operativo chiaro—dalla domanda all’ispezione—che l’UNPLI utilizza come cornice metodologica anche per gli «Eventi di Qualità» (rievocazioni, cortei, festival, ecc.). Nei territori, infatti, le stesse verifiche ispettive vengono svolte per valutare se conferire o meno il riconoscimento di «Evento di Qualità», come documentano i comitati regionali e i casi di cronaca.

Ecco i capisaldi che emergono dai documenti e dalle prassi: storicità e continuità: per le sagre è richiesta una storicità minima (almeno 5 edizioni consecutive) e una Pro Loco richiedente iscritta all’UNPLI da almeno 3 anni. Per gli «Eventi di Qualità» la logica è analoga: si valuta la continuità e la solidità organizzativa nel tempo. Legame con il territorio: la missione è la valorizzazione di elementi identitari (prodotti tipici, patrimoni immateriali, rievocazioni storiche, usi e costumi), coinvolgendo attori locali e filiere economiche collegate. Conformità amministrativa e sicurezza: il fascicolo di candidatura deve includere autorizzazioni comunali, pareri sanitari, piani rifiuti, piani di emergenza; documenti che gli ispettori esaminano e verificano anche in sede di sopralluogo. Trasparenza e promozione: si richiedono piani di comunicazione, relazioni descrittive, materiale fotografico ad alta risoluzione; inoltre l’uso corretto dei marchi UNPLI nella promozione è oggetto di controllo. Ispezione sul campo: la valutazione non è solo “di carta”: ispettori UNPLI partecipano all’evento per verificare il rispetto degli standard. È prassi attestata per gli «Eventi di Qualità», con casi in cui le ispezioni sono datate e documentate (ad esempio 8–9 agosto 2025 per un evento premiato nel 2026).

Il criterio invisibile: comunità e impatto

Accanto a regole e carte, l’UNPLI misura la capacità di mobilitare la comunità, di creare reti e di generare ricadute culturali ed economiche—dimensioni ribadite anche in sede istituzionale, dove si ricordano volumi complessivi: oltre 110.000 eventi annui organizzati dalle Pro Loco, 20.000 sagre, impatti economici stimati in centinaia di milioni e un valore sociale legato alla diffusione capillare delle Pro Loco sul territorio nazionale. Sono cifre che spiegano perché un marchio di qualità non sia un “bollino” simbolico, ma una leva per politiche locali, turismo e promozione.

Il caso Sutera: come si arriva al traguardo

Il Presepe Vivente di Sutera ha ottenuto il marchio «Evento di Qualità» con consegna istituzionale il 16 marzo 2026 al Senato. È il riconoscimento di una continuità organizzativa e di un radicamento territoriale che fanno della manifestazione un “presepe nel presepe”, dentro un borgo che sa raccontare se stesso. La Pro Loco ha ringraziato volontari, figuranti e l’intera comunità—il vero propellente che permette a un evento di allinearsi agli standard richiesti e, dettaglio decisivo, di superarli nel tempo.

Sutera, peraltro, si inserisce in un percorso nazionale in cui l’UNPLI porta ogni anno in Senato una selezione di manifestazioni che hanno superato istruttorie e verifiche. Nel 2026, come detto, la platea riconosciuta ha toccato 44 sagre e 21 eventi, con 3 menzioni speciali: un contesto che dà il senso della competizione virtuosa tra territori e dell’alzarsi continuo dell’asticella.