la sfida
Porti agrigentini, la nuova frontiera del Mediterraneo: il piano per Porto Empedocle, Licata e Sciacca
Gli scali agrigentini diventano pilastri della nuova piattaforma logistica della Sicilia Occidentale
«Gli scali portuali della costa agrigentina rappresentano una frontiera strategica verso il Mediterraneo e i mercati africani, con margini di sviluppo ancora molto ampi». Lo dice Annalisa Tardino, commissario dell’Autorità di Sistema portuale della Sicilia occidentale. L'abbiamo sollecitata, a sei mesi dall'insediamento, a fare un focus sull'attività svolta, in particolare sui porti di Licata, Porto Empedocle e Sciacca.
Porto Empedocle
L'Autorità di Sistema sta gestendo il processo di trasformazione dello scalo, con l’avanzamento della progettazione del cruise terminal sul molo Crispi e l’adeguamento delle banchine. Previsti anche lavori di riqualificazione della viabilità con rinnovo delle superfici pavimentate, degli elementi di arredo stradale e dell’illuminazione pubblica. Il progetto di elettrificazione delle banchine è inserito nel contesto degli interventi relativi al Pnrr e consiste nel rendere disponibili, presso le banchine, alcuni punti di connessione per l’alimentazione elettrica delle navi che stazionano in porto.
Licata
Nel 2025 sono andati avanti gli interventi di riqualificazione, il completamento delle banchine, il miglioramento della viabilità retroportuale e la valorizzazione del waterfront urbano, con particolare attenzione al recupero degli edifici storici, quali quello del mercato ittico sulla banchina Marianello. «Il progetto – dice Tardino - prevede la riqualificazione per recuperare l'edificio, adattandolo a nuove funzioni che rispondano alle esigenze attuali della città e del porto, mentre il mantenimento di una parte del mercato del pesce consentirà di preservare la tradizione e il legame storico della città con l'attività peschereccia. A queste funzioni si affiancheranno altre destinazioni d'uso strategiche. Verranno infatti creati spazi per uffici destinati all'autorità portuale e alla capitaneria di porto, che avranno il compito di gestire e monitorare le attività legate al porto, rafforzando il loro ruolo operativo e amministrativo nella gestione dell'infrastruttura portuale. Inoltre, verranno realizzati uffici per l'Usmaf (Ufficio di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera), che avranno un ruolo cruciale nel garantire il controllo sanitario delle merci e la sicurezza delle operazioni portuali». Per migliorare l'accessibilità e incentivare la frequentazione della struttura, il progetto prevede anche la realizzazione di una zona bar-tavola calda.
Sciacca
Per Sciacca il 2025 ha rappresentato il primo anno di piena integrazione nel sistema portuale della Sicilia occidentale. L’azione si è concentrata sulla messa in sicurezza delle infrastrutture e sulla valorizzazione della vocazione turistica e peschereccia dello scalo, ma è ancora presto per una programmazione definita. Le autorità cittadine hanno chiesto un valido supporto per riaprire il cantiere dell'ampliamento delle banchine, fermi da oltre due anni a causa di un contenzioso tra la Regione Siciliana e la ditta appaltatrice.
Il sistema crocieristico
Gli scali di Porto Empedocle e Licata sono dietro alle destinazioni storiche di Palermo e Trapani: a Porto Empedocle nel 2025 sono stati registrati 3.917 crocieristi e 30 “toccate”, a Licata 136 e 2. «Nei prossimi tre anni – dice Tardino - si rafforzerà ulteriormente la logica di integrazione tra Palermo, Termini Imerese, Trapani, Porto Empedocle, Gela, Licata e Sciacca, configurando un’unica piattaforma logistica multipurpose capace di distribuire funzioni e specializzazioni in modo complementare».