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il giallo

Sos Posidonia tra ombre e ritardi: "Basta Immobilismo". Il sindaco sfida la Regione e invoca trasparenza

Così l'assessora-ingegnera ha scoperto l’inganno. L’appello a Schifani: "Procedura impantanata"

24 Marzo 2026, 11:01

Sos Posidonia tra ombre e ritardi: "Basta Immobilismo". Il sindaco sfida la Regione e invoca trasparenza

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La vicenda della posidonia di Porto Palo che si trascina da oltre un anno, assume toni più urgenti che mai e incrocia anche la cronaca regionale.

Il sindaco di Menfi, Vito Clemente, ha infatti inviato una lettera al presidente della Regione, Renato Schifani, chiedendo un intervento diretto per sbloccare una situazione che da anni penalizza il territorio e che oggi, alla luce dell’inchiesta della Procura di Palermo, appare segnata da ombre e ritardi difficilmente giustificabili.

L’indagine che ha coinvolto il dirigente regionale Giancarlo Teresi e l’imprenditore Carmelo Vetro, ha infatti rivelato che il primo avrebbe presentato il secondo come “ingegnere” incaricato del cantiere per la rimozione della posidonia, ma l’assessora comunale Miralba Riggio, ingegnera di professione, avrebbe compreso subito che qualcosa non tornava.

Un dettaglio che ha rafforzato i sospetti dell’amministrazione comunale, già alle prese con un iter costellato di solleciti rimasti senza risposta, tavoli tecnici inconcludenti e autorizzazioni mai arrivate.

Il sindaco ricorda a Schifani come negli anni il Comune abbia attivato ogni procedura possibile, segnalando criticità e chiedendo interventi risolutivi al competente assessorato regionale alle Infrastrutture. Ma lettere, sopralluoghi e incontri non hanno prodotto alcun risultato concreto, generando “ulteriori criticità ed elementi di incertezza”.

Da qui la decisione di rivolgersi al Prefetto e di intercettare altri bandi regionali per non lasciare il territorio in balia dell’immobilismo.

La posidonia, risorsa naturale quando gestita correttamente, è diventata un ostacolo alla fruizione delle spiagge e alla vivibilità del borgo marinaro, con ricadute pesanti su turismo, pesca e attività economiche.

Menfi - sottolinea Clemente nell'appello al governatore - non può permettersi ulteriori ritardi, soprattutto in un momento in cui la città chiede investimenti, servizi efficienti e una programmazione capace di sostenere la crescita del settore. Menfi è sempre dalla parte della legalità – conclude Clemente – c'è bisogno di restituire trasparenza, certezza e tempi chiari a un procedimento che non può più restare impantanato”.