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24 marzo 2026 - Aggiornato alle 13:51
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scienza e sanità

Cancro al tratto urinario: la nuova tecnica mininvasiva per evitare l'asportazione del rene

La rivoluzione arriva dal laser a Olmio: lo studio di Angelo Territo riscrive le cure

24 Marzo 2026, 12:47

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Cancro al tratto urinario: la nuova tecnica mininvasiva per evitare l'asportazione del rene

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Non è solo una questione di bisturi, ma di luce. Al Congresso Europeo di Urologia di Londra, i riflettori si sono accesi su una ricerca che promette di cambiare il destino di migliaia di pazienti. A guidare questa rivoluzione tecnologica è un siciliano: il dottor Angelo Territo, urologo originario di Licata, oggi punta di diamante della prestigiosa Fundació Puigvert di Barcellona.

Addio all'asportazione del rene: la potenza del laser a Olmio

La sfida lanciata da Territo riguarda i tumori del tratto urinario superiore, patologie storicamente aggressive che spesso portavano a interventi demolitivi. Fino a ieri, la prassi era drastica: asportare rene e uretere. Oggi, grazie alla tecnica presentata dallo specialista siciliano, la parola d'ordine è conservazione.

Il "cuore" della scoperta è l’impiego di un nuovo laser a olmio ad altissima precisione. "Questa tecnologia" – spiega Territo dal podio di Londra – "ci permette interventi mininvasivi per rimuovere le lesioni tumorali preservando l'organo. I dati mostrano risultati promettenti in termini di efficacia e sicurezza, ma la macchina non fa tutto: la precisione dell'esecuzione e l'esperienza del chirurgo restano il fattore discriminante".

Da Licata all'Olimpo dell'Urologia

Il percorso di Angelo Territo è quello di un'eccellenza che ha saputo farsi strada nei centri più avanzati del mondo. Considerato oggi un vero opinion leader a livello globale, Territo è tra i massimi esperti nell'uso dei laser per il trattamento dei tumori uroteliali.

La sua base operativa è la Fundació Puigvert di Barcellona, un tempio della medicina universitaria dove ricerca e clinica si fondono. È qui che lo scienziato siciliano ha affinato la tecnica che ora le linee guida internazionali guardano con estremo interesse.

Una medicina a misura d'uomo

L'obiettivo finale non è solo la guarigione, ma la qualità della vita. Un paziente che conserva il proprio rene è un paziente che evita la dialisi o complicazioni sistemiche gravi. "Questi sviluppi" – conclude lo specialista – "aprono prospettive verso cure sempre più personalizzate e meno aggressive".

Mentre il mondo scientifico celebra i risultati di Londra, a Licata e in Sicilia si festeggia il successo di un "figlio" che, con la luce di un laser, sta portando speranza nelle sale operatorie di tutto il pianeta.