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24 marzo 2026 - Aggiornato alle 13:51
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astronomia

Il mistero di GJ 887d , il pianeta che forse ha acqua liquida sulla superficie (ma per raggiungerlo servono 17mila anni)

Scoperto dagli astronomi nel 2020 (anche con la partecipazione degli scienziati italiani) si trova a 10,7 anni luce dalla Terra

24 Marzo 2026, 13:37

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Il mistero di GJ 887d , il pianeta che forse ha acqua liquida sulla superficie (ma per raggiungerlo servono 17mila anni)

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A circa 10,7 anni luce dalla Terra è stata confermata l’esistenza di un esopianeta potenzialmente simile al nostro. Si chiama GJ 887d e, in linea teorica, potrebbe mantenere acqua allo stato liquido in superficie senza essere flagellato da violente tempeste stellari: due condizioni essenziali per l’eventuale sviluppo della vita come la conosciamo.

Resta però un traguardo fuori portata: persino con l’oggetto più veloce mai costruito, all’umanità servirebbero oltre 17.000 anni per raggiungerlo.

Il corpo celeste è stato individuato grazie ai dati degli spettrografi Harps ed Espresso dell’European Southern Observatory, in Cile, e la sua conferma è descritta sulla rivista Astronomy & Astrophysics da un team internazionale coordinato dall’Istituto per l’astrofisica e la geofisica dell’Università di Gottinga. L’Italia è coinvolta con la Scuola Normale Superiore di Pisa.

«Il pianeta scoperto intorno alla stella GJ 887 era stato individuato già nel 2020 e ora con i nuovi dati a disposizione ne è stata confermata l’esistenza», afferma l’astrofisico Fabio Del Sordo, del gruppo di Cosmologia della Scuola Normale, affiliato anche all’Osservatorio di Catania dell’Istituto Nazionale di Astrofisica.

«Il segnale identificato – prosegue – mostra che il pianeta si muove su un’orbita di circa 50 giorni. È molto interessante anche perché può avere caratteristiche simili a quelle di pianeti del nostro Sistema solare. Stiamo parlando di un sistema che non si trova a distanze siderali, ma solo 6 anni luce più lontano rispetto a Proxima Centauri», la stella più vicina alla Terra.

Dall’analisi emerge inoltre la presenza di un altro pianeta con periodo orbitale di poco più di 4 giorni e la traccia di un ulteriore candidato che completa il giro in 2 giorni. Il sistema potrebbe dunque comprendere complessivamente 4 o 5 pianeti attorno a una stella madre classificata come nana rossa: più fredda del Sole e con una massa pari a circa la metà.

«È una stella interessante – osserva Del Sordo – non solo perché tra le più vicine al nostro Sole, ma anche perché non presenta una eccessiva produzione di tempeste stellari, o di venti che inondano di fortissime radiazioni i pianeti che orbitano intorno ad essa, a differenza per esempio di Proxima Centauri», che «ha un’attività magnetica enorme, che non consentirebbe la presenza di vita».

Quanto alla potenziale abitabilità, «con la distanza che intercorre tra GJ 887 e GJ 887d – spiega inoltre – in teoria sarebbe possibile la presenza di acqua allo stato liquido sulla superficie. Tutto questo, ovviamente, va detto con un grosso punto interrogativo»: non «conosciamo la composizione atmosferica e le dimensioni reali del pianeta, sappiamo solo che ha una massa che è almeno sei volte superiore a quella della Terra».

Resta comunque «il fatto che GJ 887d è uno dei pianeti più interessanti mai scoperti proprio perché, tra quelli posizionati in una zona abitabile, è quello più vicino al nostro pianeta.»