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Porto turistico di Pozzallo, dragaggio bloccato. Ammatuna sbotta: "Burocrazia regionale senza decenza"
"Dopo due-tre anni si è ancora in attesa di una risposta definitiva quando a Genova il ponte è stato ricostruito in un anno"
Una procedura di autorizzazione ambientale che dura anni non è degna di un Paese civile.
Lunedì 16 marzo 2026 il CTS Regionale, la Commissione Tecnica Specialistica per le autorizzazioni ambientali, ha dato il via libera al provvedimento per il dragaggio del porto turistico di Pozzallo.
Nel corso della settimana è attesa la pubblicazione del Decreto Assessoriale definitivo.
L’Autorità di Sistema Portuale della Sicilia Orientale ha stanziato 1,5 milioni di euro per le operazioni di escavo ed è già stata individuata la impresa esecutrice.
Ciononostante, la macchina amministrativa regionale, dopo un iter durato anni per un’autorizzazione ritenuta di ordinaria amministrazione, ha introdotto un ulteriore adempimento: nell’atto ambientale permane infatti l’ultima prescrizione di un monitoraggio dei sedimenti, destinato a far perdere altro tempo.
I lavori, dunque, non potranno iniziare prima di una ventina di giorni, con il rischio concreto di compromettere la prossima stagione estiva.
Mentre il ponte di Genova è stato ricostruito in un anno, per una semplice operazione di dragaggio in Sicilia si impiegano anni, con uno spreco di denaro pubblico difficilmente spiegabile.
Tra le condizioni imposte figura anche l’obbligo di conferire la sabbia in discarica, con costi ingenti, quando sarebbe stato più logico e immediato trasportarla e depositarla lungo il litorale est di Pozzallo, proseguendo fino a Santa Maria del Focallo e Cirica.
Con profonda amarezza, non si può non rilevare come l’eccessiva lentezza dell’apparato burocratico regionale finisca per alimentare fenomeni corruttivi, come quelli emersi nei mesi scorsi in altre località della Sicilia.