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25 marzo 2026 - Aggiornato alle 17:08
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il bilancio

Consorzio universitario, finita la guerra per la poltrona restano i nodi al pettine: soci assenti e conti al limite

Il presidente: "È necessario superare alcune criticità per favorire l'innovazione e l’adeguamento dei servizi"

25 Marzo 2026, 16:06

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Consorzio universitario,  finita la guerra per la poltrona restano i nodi al pettine: soci assenti e conti al limite

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Quando il dibattito pubblico era rovente, cioè nei giorni in cui la politica doveva decidere a chi affidare la poltrona, anzi, la poltroncina, della presidenza dell’Empedocle Consorzio universitario di Agrigento, tutti – o quasi tutti – spesero parole per sostenere che quella realtà accademica aveva un valore strategico essenziale per il territorio. In una fase di incertezza profonda rispetto alla governance (almeno per quanto riguarda la spartizione degli incarichi) arrivò anche la preoccupazione per un possibile commissariamento dell’Ente per le sue difficoltà economiche ma anche per la mancanza di documenti di bilancio approvati.

Una situazione che pare al momento scongiurata anche se rimane estremante delicata. Per il triennio 2025-2027 la situazione emersa dal bilancio di previsione 2025-2027, approvato dall'Assemblea dei soci il 6 marzo 2026, delinea una gestione improntata alla prudenza e alla sostenibilità.

Le entrate del Consorzio sono caratterizzate da una netta prevalenza dei trasferimenti correnti, che per il 2025 sono previsti in 823.542,74 euro, con una leggera crescita stimata a 834.285,17 euro per gli anni 2026 e 2027. Sul fronte delle spese, l'attività del Consorzio si concentra principalmente su due missioni chiave che assorbono la quasi totalità delle risorse correnti: istruzione e diritto allo studio: rappresenta la missione principale con uno stanziamento di 543.923,34 euro per il 2025 (pari al 56,0% del totale), finalizzato a garantire i servizi universitari e l'offerta formativa sul territorio. Servizi generali e istituzionali: impegna 419.223,68 euro nel 2025 (43,1% del totale), includendo i costi per il funzionamento della macchina operativa.

La spesa per il personale rimane una componente rigida del bilancio. Per il triennio considerato, la pianta organica è prevista stabile a 11 unità. Tutto bene? Insomma.

Basta leggere la nota integrativa a firma del presidente Giovanni Perino per metter in evidenza «la necessità di superare alcune criticità per favorire l'innovazione e l'adeguamento dei servizi».

Tra i problemi strutturali si evidenzia «la forte dipendenza dai trasferimenti pubblici e il limitato contributo economico da parte dei soci consorziati». Fatti che «costituiscono elementi di vulnerabilità che incidono sulla capacità programmatoria dell'Ente. Analogamente – continua Perino – la scarsa diversificazione delle entrate e la assenza di investimenti in conto capitale nel triennio considerato rischiano di rallentare il processo di innovazione e di adeguamento dei servizi destinati agli studenti».

Il presidente, quindi, ritiene auspicabile «un maggiore coinvolgimento dei soci consorziati, sia sotto il profilo della partecipazione attiva alle scelte strategiche sia mediante un incremento delle risorse messe a disposizione. Inoltre, risulta necessario promuovere iniziative volte alla diversificazione delle entrate».

Insomma, per crescere e migliorare bisogna investire.