Attualità
Centro storico a Modica, l'allarme diventa rosso
Anche Sinistra Italiana interviene nel dibattito e reitera la richiesta di una seduta aperta del consiglio comunale per fare il punto
Saracinesche abbassate, vetrine spente, strade sempre più deserte: è l’immagine di una crisi che non risparmia i due storici fulcri di Modica, la Bassa e l’Alta.
Sinistra Italiana Modica, per voce di Vito D’Antona, lancia un appello urgente, definendo la situazione “un’emergenza non più rimandabile”.
Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le analisi di cittadini, associazioni e forze politiche sul costante spopolamento dei centri storici. Un tempo cuore pulsante della vita economica e sociale, oggi queste aree rischiano di trasformarsi in zone d’ombra, svuotate di quella vivacità commerciale e residenziale che ne ha segnato l’identità.
Pur in un quadro allarmante, il partito evidenzia alcuni segnali incoraggianti:
- l’iniziativa degli operatori di via Vittorio Veneto, che si sono organizzati per ribadire la volontà di restare e resistere nel cuore della città;
- la lettera aperta di una commerciante di corso Umberto, indirizzata al Sindaco e al Presidente del Consiglio comunale, con la richiesta di un confronto istituzionale diretto.
“Sono messaggi positivi che occorre cogliere immediatamente”, si legge nella nota. “È necessario avviare un percorso partecipato di ascolto per invertire la rotta dell’abbandono.”
Per D’Antona, la rigenerazione urbana deve diventare una priorità dell’agenda pubblica locale.
Tra le proposte avanzate:
1. incentivi diretti a chi sceglie di abitare o avviare un’attività nei quartieri storici;
2. agevolazioni fiscali mirate per le imprese locali;
3. recupero del patrimonio pubblico, destinando in locazione tutti i locali comunali attualmente inutilizzati.
Il primo passo formale richiesto è la convocazione di un Consiglio comunale in seduta aperta, strumento ritenuto essenziale per consentire a cittadini e operatori economici di partecipare alle scelte che riguardano il futuro della città.