il divieto
Firmata l'ordinanza contro chi scarica acque piovane nelle nere. Ma chi controlla?
Fognature in tilt a Fontanelle, scatta il pugno duro del Comune
Si può vietare ulteriormente quello che è già vietato? Come se dicessimo: “Avviso ai ladri, è vietato rubare”?
È quanto accade ad Agrigento, dove il Comune sta imponendo ai cittadini, tramite un' ordinanza del sindaco Franco Miccichè, la “immediata disconnessione delle immissioni abusive di acque meteoriche e di falda all'interno della rete fognaria”, destinata alle sole acque nere.
Un intervento burocratico rivolto appunto agli abusivi, quindi a chi già di per sé non potrebbe esistere e sarebbe direttamente sanzionabile, resosi necessario in seguito a una segnalazione dell' AICA, l’Azienda Idrica Comuni Agrigentini, la quale ha riscontrato un anomalo aumento della portata dei liquidi che giungono al depuratore locale durante i periodi di pioggia. Tale fenomeno è causato dal convogliamento improprio delle acque piovane in una rete che, secondo le normative vigenti e il Piano d'Area per il Risanamento Fognario, deve rimanere rigorosamente separata.
Ed è questo il nesso, perché negli anni, in molti, hanno violato sistematicamente la normativa, smaltendo quanto raccolto dai tetti in fognatura e facendo saltare le reti delle acque nere, con conseguenze sanitarie prevedibili.
Per queste ragioni, l'ordinanza è stata notificata a diversi enti di controllo, tra cui la Polizia Municipale, l'ASP di Agrigento e l'ARPA, per garantire il rispetto delle disposizioni, anche se senza un' attività di monitoraggio e repressione organizzata difficilmente si potrà ottenere qualcosa.
Una campagna di disconnessioni a raffica venne condotta negli anni passati a San Leone proprio per lo stesso motivo, ma sono tante le zone della città dove probabilmente si ripropone il medesimo scenario.