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27 marzo 2026 - Aggiornato alle 00:10
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Attualità

Donnalucata, il comitato Micenci: "Troppe anomalie nella Tari"

L'organismo fa le pulci all'amministrazione comunale di Scicli e chiarisce quali sono i punti dolenti della deliberazione dell'aprile 2025

27 Marzo 2026, 00:02

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Modica, Tari ridotta del 5,15%

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"La TARI è una tassa iniqua perché non si basa sulla produzione reale dei rifiuti, ma sulla superficie e sul numero dei componenti del nucleo familiare. Ma è ancora più iniqua se contiene errori che gravano sui cittadini per centinaia di migliaia di euro."

È l’accusa contenuta in una segnalazione che contesta la delibera di Giunta n. 62 del 29 aprile 2025, con cui il Comune di Scicli ha approvato un atto transattivo con la società Impregico, affidataria del servizio di igiene ambientale.

Nel testo della transazione si richiama l’incremento degli utenti oltre la soglia del 20% (addirittura oltre il 30%), circostanza che darebbe diritto al gestore a un aumento del canone. Secondo i segnalanti, però, il conteggio poggerebbe su presupposti errati.

Primo punto contestato: il numero iniziale delle utenze indicato nell’atto si baserebbe sul Piano di intervento del 2014, revisionato nel 2018, definito "non un documento di gara, ma soltanto un progetto di massima utile per l’approvazione da parte della Regione Siciliana". Il dato di partenza corretto, si sostiene, sarebbe invece 22.120 utenze, come risulta dalla delibera del Consiglio comunale n. 29 del 30 marzo 2018 di approvazione della TARI 2018.

Secondo rilievo: il numero finale di 26.246 utenze al 31 dicembre 2024, riportato nell’atto transattivo, sarebbe sbagliato. La cifra esatta, si legge nella segnalazione, ammonta a 22.415, come si evince dalla delibera del Consiglio comunale n. 28 del 29 aprile 2025 di approvazione della TARI 2025. "Come è possibile che, a distanza di tre ore tra la delibera di C.C. e quella di G.C., le utenze aumentino di 3.831 unità?", si domanda il documento.

Da questi scostamenti deriverebbero conseguenze economiche opposte ma ugualmente penalizzanti: se il totale corretto fosse 26.246, i contribuenti avrebbero pagato di più perché il costo della TARI sarebbe stato ripartito su un numero inferiore di posizioni; se invece il dato giusto fosse 22.415, al gestore sarebbe stato riconosciuto un adeguamento del canone superiore al dovuto, con il rischio di rincari ingiustificati della TARI per il 2026, il 2027 e il 2028.

"Le chiediamo di chiarire quanto esposto e di procedere con le opportune e conseguenti correzioni al PEF", conclude la nota, facendo riferimento al Piano economico-finanziario.

Nel documento, infine, si denunciano disservizi a Donnalucata: "A Donnalucata siamo già abbandonati con servizi non adeguati rispetto a quanto i cittadini pagano, a cominciare dall’insufficiente pulizia della spiaggia di Micenci e dei lungomare, come più volte denunciato, per non parlare dello spazzamento manuale quasi del tutto assente."