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27 marzo 2026 - Aggiornato alle 08:51
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Società

La magia e il fascino della Settimana santa a Ragusa

I vicoli e i palazzi dell'antica città fanno da cornice alle suggestive processioni. I primi riti religiosi per la domenica delle palme

27 Marzo 2026, 07:02

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La magia e il fascino della Settimana santa a Ragusa

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A Ragusa la Settimana Santa muta il respiro della città. Le vie di Ibla, avvolte da una luce più morbida, diventano il palcoscenico di una consuetudine secolare che custodisce la memoria più intima del popolo ragusano. Ogni passo delle confraternite, ogni simulacro che avanza tra le architetture barocche, ogni fervorino pronunciato davanti al Santissimo compone un rito che appartiene non soltanto alla fede, ma anche alla storia, alla cultura e all’identità di un’intera comunità. È un patrimonio riconosciuto e tutelato, un’eredità immateriale che continua a vivere perché Ragusa la sente propria: un filo che unisce generazioni diverse in un’unica narrazione di devozione e bellezza.

Domenica delle Palme, 29 marzo, apre il cammino. Alle 9, nella chiesa di San Giuseppe delle Benedettine, la prima messa introduce i fedeli in un clima di raccoglimento. Alle 10.30, ai Giardini Iblei, la benedizione delle palme dà avvio al corteo verso la chiesa Madre di San Giorgio, dove alle 11 si celebra la solenne santa messa, tra i momenti più partecipati dell’intera settimana. Nel pomeriggio, alle 16, la celebrazione all’Itria prepara alla solenne esposizione del Santissimo Sacramento delle 16.30 in duomo, cuore spirituale delle Quaranta Ore. Alle 17, dalla chiesa di Santa Maria dell’Itria, muove la processione dell’Addolorata, rito che ogni anno colpisce per intensità e compostezza; segue, alle 17.30, il fervorino eucaristico della confraternita dell’Addolorata. La sera prosegue con le messe delle 18.15 al duomo e alla Maddalena; da quest’ultima, alle 19, parte la processione della Maddalena verso San Giorgio. Alle 19.30, un nuovo fervorino chiude la giornata, mentre la città si raccoglie in un silenzio denso e sospeso.

Lunedì santo, 30 marzo, è tempo di meditazione: i riti si fanno più sobri ma non meno intensi. Alle 17, in duomo, l’esposizione del Santissimo riporta l’attenzione al mistero della Passione. Alle 18.15, la messa celebrata sia a San Giorgio sia a San Giacomo introduce la processione delle 18.45, quando il simulacro del Cristo all’Orto degli Ulivi attraversa le strade con passo lento, accompagnato dai confrati e da un silenzio eloquente. Alle 19, in duomo, il fervorino dell’Arciconfraternita di San Giacomo richiama i fedeli alla riflessione. La giornata si conclude con uno dei momenti più toccanti: alle 20, dalla chiesa di Santa Maria dello Spasimo, prende avvio la processione della Pietà, immagine emblematica del dolore composto della tradizione iblea; alle 20.30, il fervorino della confraternita della Buona Morte suggella il secondo giorno di riti.

In queste prime ore della Settimana Santa, Ragusa diventa un luogo in cui il tempo sembra rallentare e la memoria collettiva si fa presenza viva. Ogni gesto, ogni passo, ogni sosta davanti al Santissimo è un invito a entrare in un ritmo diverso, più profondo, autenticamente umano.