Attualità
Ordine pubblico in provincia di Ragusa, Confcommercio: "Occorre un numero maggiore di forze dell'ordine"
La presenza al tavolo convocato presso la prefettura e le richieste inoltrate alla rappresentante del governo nazionale
Confcommercio provinciale Ragusa ha preso parte al tavolo per l’ordine pubblico convocato in Prefettura a seguito dei recenti episodi di criminalità che hanno interessato Comiso, Acate, Modica e Giarratana, suscitando allarme tra residenti e operatori economici.
La delegazione, formata dal vicepresidente Giorgio Moncada e dal responsabile provinciale Corrado Lupo, ha offerto un’analisi puntuale delle criticità, accompagnata da una marcata disponibilità alla collaborazione e da un approccio pragmatico orientato alle soluzioni.
È stato rimarcato il valore concreto del confronto promosso dal prefetto, la qualità dell’operato delle forze dell’ordine e la sensibilità manifestata dai sindaci presenti, elementi che inducono a ritenere praticabile una strategia condivisa per affrontare questa fase.
Nel corso della riunione, Confcommercio ha sottolineato che i segnali emersi nelle ultime settimane non riguardano soltanto la tipologia dei reati, ma soprattutto il loro peso sulla percezione collettiva. Gli episodi recenti sembrano puntare a misurare la capacità di presenza dello Stato più che a ottenere un profitto, alimentando un clima emotivo inedito: alla preoccupazione si aggiunge un senso di “esposizione”.
Quando cittadini e imprenditori si percepiscono esposti, si innescano due derive critiche: lo sconforto, che erode la fiducia, e la rassegnazione, che riduce la capacità di reazione della comunità. Per il tessuto commerciale questo si traduce in un rischio concreto: arretramento del presidio sociale, chiusure anticipate, rinuncia a investimenti, perdita di vivacità urbana. E ogni spazio che si svuota diventa più vulnerabile.
Per queste ragioni, la delegazione di Confcommercio ha chiesto al prefetto un segnale chiaro e tangibile di rafforzamento del controllo del territorio. Non interventi spot, ma continuità, visibilità e un incremento degli organici: non si può pretendere che gli stessi reparti sostengano carichi sempre più complessi senza adeguati rinforzi.
Moncada ha ringraziato le donne e gli uomini delle forze dell’ordine per l’impegno quotidiano e ha rivolto al prefetto – in quanto rappresentante del Governo – la richiesta di maggiori uomini e mezzi, evidenziando come le statistiche non possano essere l’unico parametro: la diminuzione delle denunce non equivale necessariamente a una diminuzione dei reati, e la percezione di insicurezza è oggi un indicatore decisivo della tenuta sociale ed economica.
Confcommercio ha inoltre ribadito la propria disponibilità a una collaborazione attiva, potenziando la condivisione informativa con le forze dell’ordine, promuovendo pratiche organizzative più orientate alla prevenzione e rafforzando la coesione tra gli operatori, poiché l’isolamento è il primo fattore di vulnerabilità.
L’obiettivo è contribuire alla definizione di un modello di intervento capace di agire prima, non dopo: prima che i comportamenti devianti si consolidino, prima che la paura diventi abitudine.
Il presidente provinciale, Gianluca Manenti, ha espresso apprezzamento per l’impostazione operativa del tavolo e per la disponibilità del prefetto a un confronto concreto. «La nostra preoccupazione è reale, ma altrettanto reale è la nostra volontà di collaborare. Le imprese non chiedono protezione passiva: chiedono di poter continuare a lavorare, investire e tenere vive le nostre città in un contesto in cui la legalità sia una presenza riconoscibile. Per questo abbiamo chiesto un rafforzamento del presidio e un’attenzione particolare ai territori più esposti. Se riusciamo a mantenere questo livello di dialogo e di impegno reciproco, non stiamo solo reagendo a un problema: stiamo costruendo le condizioni per rafforzare la tenuta sociale ed economica della nostra provincia».