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il caso

Maturità, ora è vietato fare "scena muta" all'esame: c'è l'ordinanza del ministro

Il colloquio si aprirà con una novità: una riflessione personale sul percorso scolastico, in cui lo studente ripercorrerà esperienze, scelte e competenze acquisite. Ed è stato espressamente vietato il silenzio

28 Marzo 2026, 17:53

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Maturità, ora è vietato fare "scena muta" all'esame: c'è l'ordinanza del ministro

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Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha firmato la nuova ordinanza che definisce le modalità di svolgimento dell’Esame di Stato per l’anno scolastico 2025-26, comprendendo anche la griglia nazionale per la valutazione della prova orale.

Per l’ammissione all’esame è necessario aver frequentato almeno i tre quarti del monte ore annuale, aver partecipato alle prove Invalsi e aver completato le ore previste di formazione scuola-lavoro. Occorre inoltre conseguire almeno la sufficienza in tutte le discipline; con un 5 l’accesso può essere comunque deliberato, con adeguata motivazione, dal consiglio di classe.

La prima prova scritta, di carattere nazionale, è l’Italiano: si svolgerà il 18 giugno alle 8.30, con una durata massima di sei ore. Mira a verificare la padronanza della lingua italiana (o della diversa lingua di insegnamento), nonché le capacità espressive, logico-linguistiche e critiche del candidato, attraverso la redazione di un elaborato secondo differenti tipologie testuali.

La seconda prova, fissata per il 19 giugno, riguarda la disciplina d’indirizzo e accerta conoscenze, abilità e competenze attese dal profilo educativo, culturale e professionale dello specifico percorso di studi. Le materie sono note dagli ultimi giorni di gennaio: Latino al Liceo classico; Matematica al Liceo scientifico; Scienze umane al Liceo delle Scienze umane; Economia aziendale per gli Istituti tecnici del settore economico, indirizzo “Amministrazione, finanza e marketing”, e così via.

Il colloquio si aprirà con una novità: una riflessione personale sul percorso scolastico, in cui lo studente ripercorrerà esperienze, scelte e competenze acquisite. Seguirà il confronto su quattro discipline oggetto d’esame, anch’esse comunicate a fine gennaio: la commissione formulerà quesiti valutando non solo la padronanza dei contenuti, ma anche la capacità di stabilire collegamenti tra temi differenti.

È previsto uno spazio dedicato alla formazione scuola-lavoro, con la presentazione di una relazione o di un elaborato multimediale sulle attività svolte. Il colloquio comprenderà inoltre la verifica delle competenze di educazione civica e la discussione degli elaborati scritti. La commissione dovrà garantire equilibrio tra le diverse fasi, promuovendo un’impostazione realmente interdisciplinare.

Il punteggio massimo attribuibile all’orale è di 20 punti, sulla base di una griglia nazionale. Per tutta la durata del colloquio la commissione terrà in considerazione il curriculum dello studente, il documento che raccoglie attività, progetti ed esperienze dentro e fuori la scuola. Resta espressamente vietata la “scena muta”: come ricorda l’ordinanza, chi si rifiuterà di sostenere il colloquio rischia di perdere l’anno.