Attualità
Anche a Vittoria "10, 100, 1000 piazze per la pace"
La mobilitazione è partita da via Marcello Guglielmino per concludersi in piazza del Popolo
La mobilitazione per "10, 100, 1000 piazze per la pace" ha attraversato la Sicilia come un filo colorato che unisce comunità diverse, ma è a Vittoria che questo filo, sabato mattina, si è trasformato in un gesto collettivo di rara intensità. Qui, più che altrove, la partecipazione ha assunto il ritmo di un corteo vivo, attraversando le strade con la forza di un messaggio che non vuole restare sussurrato.
A Vittoria la mattinata si è aperta con un raduno in via Marcello Guglielmino, dove famiglie, associazioni, studenti e semplici cittadini si sono ritrovati dietro un grande striscione che ha guidato l’intero percorso. Il corteo ha avanzato lentamente, quasi a voler dare il tempo a ogni passo di sedimentare il significato della giornata: un invito a non abituarsi alla guerra, a non considerare la pace un concetto astratto, ma un impegno quotidiano. La presenza del sindaco Francesco Aiello e dell’assessore Francesca Corbino ha dato al cammino un valore istituzionale, ma ciò che ha colpito davvero è stata la coralità: nessuno spettatore, tutti partecipanti.
Quando il corteo è arrivato in piazza del Popolo, la città sembrava respirare all’unisono. Striscioni, teli, pannelli colorati hanno iniziato a prendere forma uno accanto all’altro, componendo un grande tappeto simbolico. Ogni pezzo raccontava una storia diversa: mani che intrecciano fili, parole di speranza, disegni di bambini, colori che si rincorrono come un mosaico di desideri condivisi. È stato un momento di forte impatto emotivo, perché quel tappeto non era solo un’opera collettiva, ma la rappresentazione concreta di ciò che significa "tessere la pace": unire differenze, accogliere fragilità, costruire insieme.
L’iniziativa, nata da un gruppo di donne di Pinerolo e diffusa in tutta Italia, ha trovato eco anche in altre città siciliane come Ragusa, Modica, Scicli, Pozzallo e San Cataldo, dove gruppi di donne hanno realizzato arazzi e installazioni. Ma a Vittoria la partecipazione ha assunto un carattere particolarmente vibrante, trasformando una semplice adesione in un gesto comunitario che ha coinvolto l’intera città.
In un tempo in cui le notizie di conflitti sembrano moltiplicarsi, la piazza di Vittoria ha offerto un’immagine diversa: quella di una comunità che sceglie di non restare indifferente, che si mette in cammino, che costruisce simboli e li condivide. Un’immagine che resta impressa e che invita a chiedersi come mantenere vivo questo slancio anche nei giorni in cui non ci sono cortei o tappeti da comporre.