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29 marzo 2026 - Aggiornato alle 15:03
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Attualità

Ragusa e la domenica delle palme in cattedrale, il vescovo La Placa: "Seguiamo Cristo nella fedeltà silenziosa della Croce"

Il messaggio lanciato alla comunità per vivere nel modo più pieno la Settimana santa

29 Marzo 2026, 13:03

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Ragusa e la domenica delle palme in cattedrale, il vescovo La Placa: "Seguiamo Cristo nella fedeltà silenziosa della Croce"

Il rito della domenica delle palme in piazza Poste a Ragusa

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La Domenica delle Palme ha avvolto Ragusa in un clima di intensa partecipazione e profonda spiritualità. In piazza Poste, dove si è svolta la benedizione delle palme e dei ramoscelli d’ulivo, una folla numerosa ha accolto l’inizio della Settimana Santa con un silenzio attento e un’emozione palpabile. Subito dopo, il corteo religioso guidato dal vescovo mons. Giuseppe La Placa ha attraversato le vie del centro per raggiungere la cattedrale, dove la celebrazione eucaristica e il pontificale hanno rappresentato il cuore della giornata.

Il significato della Passione nel messaggio del vescovo
Nel suo lungo e intenso intervento, mons. La Placa ha invitato i fedeli a entrare nella Settimana Santa con consapevolezza, ricordando che la liturgia di oggi unisce la gioia dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme al racconto della sua Passione. Ha sottolineato che la Chiesa non chiede di assistere come spettatori, ma di partecipare “con tutto noi stessi” al mistero celebrato.

Il vescovo ha spiegato che la Passione non è solo la sofferenza di un uomo giusto, ma il dono del Figlio di Dio che entra nella storia e si fa vicino al dolore umano, assumendo “angoscia, fatica e ferite dell’umanità”. Ha citato san Leone Magno: “Chi vuole onorare veramente la Passione del Signore deve guardare con gli occhi del cuore Gesù crocifisso, riconoscendo nella sua carne la propria carne”.

Ha poi invitato i fedeli a seguire Cristo non solo nell’entusiasmo dell’Osanna, ma nella “fedeltà silenziosa della Croce”, perché è lì che si compie il mistero dell’amore più grande. La pagina evangelica sembra fermarsi davanti a un sepolcro sigillato, ha detto, ma proprio lì nasce la speranza della Pasqua, una speranza che oggi è necessaria in un mondo segnato da guerre, sofferenze, incertezze economiche e fragilità diffuse.

Il contrasto tra entusiasmo e rifiuto
Mons. La Placa ha richiamato l’ambiguità del cuore umano, capace di passare dall’esaltazione al rifiuto con la stessa rapidità della folla che prima acclama Gesù e poi grida “crocifiggilo”. Un dinamismo che, ha osservato, non appartiene solo al passato: anche oggi viviamo di entusiasmi improvvisi e giudizi volubili, e questo riguarda anche la fede.

Per questo ha posto una domanda decisiva: “Chi è davvero Gesù per me?”
È il Signore della vita anche quando il suo cammino passa per l’umiltà e la croce, oppure cerchiamo un Cristo più comodo, che risponda alle nostre attese senza chiedere conversione?

Il simbolo dell’asino e la missione della Chiesa
Il vescovo ha poi meditato sul gesto di Gesù che sceglie un puledro per entrare a Gerusalemme, compiendo la profezia di Zaccaria. Non un re armato, ma un Messia umile che conquista con l’amore. Da qui l’immagine dell’asino come simbolo della missione della Chiesa: portare Cristo con semplicità, senza protagonismi, come un servo che sa di non essere lui a salvare il mondo, ma Colui che porta.

Ha richiamato anche le parole di san Giovanni Battista: “Lui deve crescere, io invece diminuire”, indicando questo come stile essenziale della comunità cristiana: essere trasparenza dell’amore di Cristo, non oscurarlo.

Una città raccolta attorno ai suoi riti
La celebrazione in cattedrale ha visto una partecipazione imponente, segno di una comunità che vive la Settimana Santa come un tempo identitario, fatto di memoria, fede e tradizione. Il corteo, i canti, il silenzio finale: tutto ha contribuito a creare un’atmosfera densa, quasi sospesa, che accompagnerà Ragusa nei giorni che conducono alla Pasqua.