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30 marzo 2026 - Aggiornato alle 13:40
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la svolta

Cosa è la citisina, il farmaco che ti fa smettere di fumare in 25 giorni

Niente più alibi per i tabagisti: il Servizio Sanitario Nazionale paga il trattamento con Recigar. Un protocollo mirato che inganna il cervello e azzera l'astinenza

30 Marzo 2026, 11:34

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Cosa è la citisina, il farmaco che ti fa smettere di fumare in 25 giorni

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Non è un ansiolitico, non è una gomma da masticare né un cerotto, e non è nemmeno l’ennesima sigaretta elettronica. È una piccola compressa da 1,5 milligrammi di citisina, un alcaloide naturale che promette ciò che a molti pare irraggiungibile: spegnere il desiderio di fumare in appena 25 giorni. La notizia che cambia lo scenario è un’altra: da dicembre 2025 questo blister non peserà più sul portafoglio dei cittadini.

L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha infatti approvato la rimborsabilità del Recigar — il nome commerciale della citisina — da parte del Servizio sanitario nazionale. In un Paese in cui il tabagismo provoca circa 93.000 morti l’anno, la decisione segna una svolta storica. La gratuità del trattamento non abbatte soltanto una barriera economica: ridefinisce la dipendenza da nicotina come problema di salute pubblica, trasformando l’atto di smettere di fumare da impresa “eroica” individuale a intervento clinico validato, con una presa in carico strutturata all’interno del sistema sanitario.

Come agisce la citisina? La molecola è un agonista parziale dei recettori nicotinici: in termini semplici, occupa nel cervello gli stessi “bersagli” della nicotina. Così facendo, attenua la gratificazione legata alla sigaretta e riduce in modo marcato i sintomi dell’astinenza, i cosiddetti craving. Il protocollo standard prevede una fase iniziale “d’urto” con 6 compresse al giorno, fissando il “Quit Day” intorno al quinto giorno, seguita da una progressiva riduzione del dosaggio fino al venticinquesimo giorno. Alcuni Centri antifumo in Italia adottano tuttavia uno schema “prolungato” di circa 40 giorni, con un incremento iniziale più graduale per migliorare ulteriormente la tollerabilità del trattamento. In generale, il profilo di sicurezza risulta favorevole: gli eventi avversi sono per lo più lievi e a carico dell’apparato gastrointestinale, oppure consistono in insonnia e secchezza delle fauci.

L’efficacia del principio attivo è corroborata da evidenze robuste. Se chi tenta di smettere senza aiuto ha una probabilità di successo che a un anno difficilmente supera il 10%, l’associazione di terapia farmacologica e supporto specialistico aumenta sensibilmente le chance. Lo studio italiano SMILE ha mostrato, in contesti di prevenzione, un’astinenza a 12 mesi del 32% contro il 7% del gruppo di controllo. E le osservazioni del mondo reale indicano che l’inserimento della citisina in percorsi integrati può spingere i tassi di cessazione fino al 40-47% a un anno.

Il farmaco, indicato per pazienti tra 18 e 65 anni, non sarà distribuito indiscriminatamente: la prescrizione avverrà all’interno di strutture sanitarie abilitate e dei Centri antifumo. È questo l’habitat naturale della terapia, che offre i risultati migliori quando abbinata a counselling motivazionale e tecniche cognitivo-comportamentali. L’Italia ha finalmente acceso la miccia giusta contro il fumo: un’arma terapeutica, misurabile e, da dicembre 2025, davvero alla portata di tutti.