il racconto
Chi è la donna che ci avverte se un asteroide sta per schiantarsi sulla Terra
Dalla scoperta in Cile a fine 2024 al cessato allarme di febbraio. Il racconto di come la direttrice Aarti Holla-Maini ha gestito la più grande potenziale emergenza extraterrestre
Il promemoria è chiarissimo: “Sotto 1% niente panico. Sopra 1%, chiamate tutti”. A fine gennaio 2025 quella soglia, quella dell'1%, è stata oltrepassata per la prima volta, innescando la “catena rossa” della difesa planetaria globale.
Il protagonista di questa allerta senza precedenti è stato 2024 YR4, un asteroide con un diametro stimato tra 40 e 90 metri, individuato a fine dicembre 2024 dal sistema ATLAS in Cile. Quando i calcoli orbitali hanno iniziato a indicare una probabilità superiore all’1% di impatto con la Terra nel dicembre 2032, la macchina delle Nazioni Unite si è messa in moto.
Non era più un’esercitazione: per la prima volta l’International Asteroid Warning Network (IAWN) ha emesso una ‘Potential Impact Notification’ ufficiale. L’avviso è giunto immediatamente a Vienna, ai tavoli dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari dello Spazio Extra-atmosferico (UNOOSA) e dello Space Mission Planning Advisory Group (SMPAG).
Da quel momento la direttrice dell’UNOOSA, Aarti Holla-Maini, si è preparata a svolgere il ruolo di “ponte” politico-diplomatico, pronta a informare il Segretario generale e i governi dei 193 Stati membri. A metà febbraio 2025 la chance di un impatto ha toccato il 3,1%, portando l’asteroide al livello 3 della Scala di Torino: un indice pensato per la comunicazione pubblica che, pur non prefigurando un’estinzione globale, impone l’attenzione della comunità astronomica e delle strutture di protezione civile per potenziali danni locali significativi.
Il corridoio di rischio delineato comprendeva l’Est del Pacifico, il Nord del Sud America, l’Atlantico, l’Africa e parte dell’Asia meridionale.
Gli specialisti ricordano però che l’1% è un parametro operativo di prudenza, concepito per aprire tempestivamente i canali fra scienza e diplomazia. Come spesso accade con i Near-Earth Objects appena scoperti, i primi dati generano ampi coni d’incertezza che si riducono mano a mano che le osservazioni si accumulano.
Così è avvenuto. A fine febbraio, nuove misurazioni radar e ottiche più accurate hanno ristretto l’orbita calcolata. Esito: la probabilità di impatto è precipitata allo 0,0017%, azzerando il rischio sulla Scala di Torino e sancendo il definitivo “cessato allarme”. 2024 YR4 non colpirà la Terra, ma ha già segnato un punto di svolta: è stato il primo vero banco di prova dei protocolli d’emergenza dell’ONU.