English Version Translated by Ai
30 marzo 2026 - Aggiornato alle 16:54
×

Le polemiche

Ponte sullo Stretto, lo scontro infinito: per Salini è un'opera irrinunciabile, Fava attacca Bianco e critica i costi

L'amministratore delegato di WeBuild esalta il progetto come un'eccellenza logistica mondiale, mentre l'ex presidente dell'Antimafia regionale critica duramente la manifestazione di Messina, denunciando l'assurdità dell'investimento a fronte di un'isola senza strade e ferrovie adeguate

30 Marzo 2026, 15:12

15:20

Ponte sullo Stretto, lo scontro infinito: per Salini è un'opera irrinunciabile, Fava attacca Bianco e critica i costi

Seguici su

Il Ponte sullo Stretto resta al centro delle polemiche, dopo la manifestazione dei giorni scorsi a Messina per il "sì" all'infrastruttura. E a polemizzare questa volta sono Salini (WeBuild) e Claudio Fava. A margine della firma a Napoli per la realizzazione della linea 10 della metropolitana, Pietro Salini, amministratore delegato di WeBuild, ha ribadito l'impossibilità di fermare l'opera, sottolineando il pieno e costante appoggio dell'intero Governo. Secondo l'imprenditore, si tratta di uno dei progetti più importanti per l'Italia, un'occasione imperdibile per dimostrare a livello globale la capacità e le competenze ingegneristiche del nostro Paese. Il ponte rappresenterebbe infatti un unicum mondiale per qualità e superamento delle sfide tecniche, ma soprattutto un volano logistico fondamentale per unire i cinque milioni e mezzo di siciliani al resto d'Europa.

Di tutt'altro avviso è Claudio Fava, che non ha nascosto la propria amarezza nel vedere sullo stesso palco messinese, davanti a una piazza definita piuttosto magra, esponenti politici di schieramenti opposti come Matteo Salvini ed Enzo Bianco, affiancati dal governatore Renato Schifani, riuniti per festeggiare il "Ponte della Pace". Fava chiarisce che la sua contrarietà all'opera non è mossa da pregiudizi ideologici, ma si fonda su dati di fatto inequivocabili. Ricorda, infatti, uno studio del Politecnico di Torino secondo cui il ponte sarebbe l'opera pubblica più improduttiva nella storia della Repubblica, destinata a sfruttare appena il diciassette percento del suo potenziale di traffico. A pesare è anche l'enorme spesa, stimata in oltre tredici miliardi e mezzo di euro e interamente a carico delle finanze pubbliche.

L'ex parlamentare pone poi un forte accento sul paradosso di un simile investimento a fronte di una rete di trasporti siciliana al collasso. Fava denuncia ferrovie ferme al primo dopoguerra, per il ottantacinque percento a binario unico e per metà non elettrificate, con tempi di percorrenza tra Messina e Agrigento che arrivano a otto ore, persino peggiori rispetto a quelli del 1953. A questo si aggiunge un'autostrada Catania-Palermo cronicamente rallentata da decine di cantieri infiniti. Oltre al nodo infrastrutturale locale, vengono sollevate gravi preoccupazioni sul fronte della sicurezza: l'area dello Stretto è la zona a più alto rischio sismico del Mediterraneo e, secondo Fava, non sono mai arrivate risposte chiare in merito alla presenza di una faglia attiva o alle prove di fatica sui cavi. L'impatto sul territorio si preannuncia devastante, con diciassette cantieri disseminati nell'area per almeno un decennio e un transito stimato di quasi duemila tir al giorno. Infine, a rendere ancora più incomprensibile la passerella politica di Messina agli occhi di Fava, è il recente mancato visto di legittimità da parte della Corte dei Conti alla delibera di approvazione del progetto, un dettaglio che riduce la manifestazione, a suo dire, a una semplice e legittima propaganda elettorale per Salvini e Schifani, lasciando però grandi perplessità sulle motivazioni di Bianco.