Attualità
Ecco la studentessa modicana che sfida il governo Meloni: "Io ho votato nonostante questo Paese"
Paola Bonomo, rappresentante degli studenti, è intervenuta durante l'inaugurazione dell'anno accademico a Padova. Le sue parole il manifesto di una generazione
La denuncia della studentessa modicana Paola Bonomo, 22 anni, rappresentante degli studenti dell’Università di Padova, ha segnato uno dei momenti più discussi dell’inaugurazione dell’anno accademico. Durante il suo intervento, rivolgendosi alle istituzioni presenti e in particolare al governo Meloni, ha mostrato la propria tessera elettorale con soli tre timbri, spiegando che non si trattava di scarsa partecipazione, ma dell’impossibilità di votare da quando vive fuori sede. Ha definito il proprio voto come un atto compiuto “non grazie a questo Paese, ma nonostante questo Paese”, richiamando l’attenzione sul tema del voto dei fuorisede e sulle difficoltà che, secondo lei, ostacolano l’esercizio di un diritto fondamentale.
Il suo intervento si è trasformato in un discorso ampio, che ha toccato temi generazionali, sociali e politici. Bonomo ha raccontato la propria esperienza di giovane siciliana che ha lasciato Modica per studiare al Nord, descrivendo la partenza non come un’opportunità romantica, ma come una necessità legata ai limiti strutturali del Paese. Ha parlato del costo della vita, degli affitti, del lavoro precario, della fatica quotidiana di chi studia e lavora contemporaneamente, e della distanza tra le promesse rivolte ai giovani e la realtà che incontrano.
Nel suo intervento ha inserito riferimenti a questioni internazionali e nazionali, citando conflitti, crisi climatiche, tensioni sociali e il clima politico percepito dagli studenti. Ha descritto una generazione che, secondo lei, non si riconosce nell’immagine di passività spesso attribuita ai giovani, ma che si mobilita, protesta, si organizza e partecipa. Ha ricordato manifestazioni, assemblee, iniziative studentesche e il recente referendum, sottolineando come molti giovani abbiano contribuito in modo significativo alla partecipazione elettorale.
La parte finale del discorso è stata rivolta direttamente alle istituzioni accademiche e al Governo. Bonomo ha richiamato l’attenzione sul sottofinanziamento dell’università pubblica, sulla precarietà dei ricercatori, sulle difficoltà economiche degli studenti e sul cosiddetto “semestre filtro”, definito da lei come un ulteriore segnale di mancanza di ascolto. Ha criticato il clima che, a suo avviso, circonda la partecipazione giovanile, sostenendo che chi protesta viene spesso percepito come un problema da contenere.
La sua denuncia ha suscitato un ampio dibattito pubblico, sia per i contenuti sia per il tono diretto e generazionale del discorso. La questione del voto dei fuorisede, in particolare, è tornata al centro dell’attenzione, insieme al tema più ampio delle condizioni di vita e studio dei giovani che lasciano la propria regione per formarsi altrove.