Attualità
Vittoria, in via Rattazzi cumuli di rifiuti: "Un problema che si ripete"
La denuncia dell'attivista di Terre Pulite, Andrea Di Priolo, su una questione che stenta a essere sanata
La denuncia di Andrea Di Priolo, attivista dell’associazione ambientalista Terre Pulite, riporta al centro dell’attenzione una situazione che a Vittoria, in via Rattazzi, non è più un episodio isolato ma un fenomeno radicato. Da anni, spiega Di Priolo, gli angoli della strada vengono utilizzati come punti di abbandono sistematico di rifiuti indifferenziati. Non si tratta di emergenza, ma di una pratica quotidiana che ha finito per modellare il paesaggio urbano, trasformando il degrado in normalità.
Il problema, secondo l’associazione, nasce da una gestione della raccolta differenziata percepita come opzionale. Per troppo tempo l’amministrazione avrebbe evitato di imporre regole chiare, di comunicare con forza, di esercitare controlli efficaci. Il risultato è un sistema che produce più rifiuti indifferenziati, più conferimenti in discarica e più margini per circuiti opachi che, nella storia del territorio, hanno spesso trovato terreno fertile proprio nella gestione dei rifiuti. Di Priolo sottolinea che non tutto il settore è compromesso, ma una parte significativa è stata storicamente permeabile a interessi criminali, e ignorare questo legame significa non cogliere la portata del problema.
La domanda che l’attivista pone è diretta: questa situazione è frutto di incapacità o di convenienza? Perché quando un fenomeno resta immutato per anni, senza interventi strutturali, senza un cambio di passo, senza una strategia credibile, non può più essere definito un semplice disservizio. Diventa una responsabilità politica precisa, un segnale di rinuncia al governo del territorio.
La denuncia di Terre Pulite non si limita a fotografare il degrado, ma invita a riconoscere che la gestione dei rifiuti non è solo una questione ambientale: è un indicatore della qualità amministrativa, della legalità e della capacità di una città di proteggere i propri spazi comuni. In questo senso, via Rattazzi diventa il simbolo di un’urgenza più ampia, che richiede interventi concreti e continui, non più rinviabili.