Società
Settimana Santa a Ragusa, la rivelazione del silenzio
Ieri sera le processioni con le confraternite di altri due gruppi statuari. Prosegue il rito del Quarantore di adorazione del Ss. Sacramento
La Settimana Santa a Ragusa continua a imporsi come un tempo sospeso, in cui la città sembra respirare all’unisono con il mistero che celebra. Dalla solitudine dell’Orto degli Ulivi, dove il silenzio diventa preghiera e la preghiera sacrificio, fino al dolore composto della Pietà, con il corpo di Cristo accolto tra lacrime e stupore, tutto conduce verso quella luce che squarcia la notte: la promessa della resurrezione, fragile e potentissima, capace di attraversare i secoli e parlare ancora al cuore di chi osserva.

Ieri, dal pomeriggio alla tarda serata, Ragusa Ibla è tornata a essere il palcoscenico di una memoria viva. Le sue vie antiche, rischiarate da un chiarore che pare appartenere più alla devozione che al giorno, hanno ospitato riti custoditi da generazioni.

Nel duomo di San Giorgio è proseguito il solenne “Quarantore di adorazione del Santissimo Sacramento”, richiamo alle ore in cui Gesù rimase nel sepolcro: quaranta ore di attesa, sospensione e fede tenace.
Le confraternite, custodi di tradizioni affondate nel Cinquecento, hanno animato due processioni dense di simboli e di emozione.

Dalla chiesa di San Giacomo, nel cuore del Giardino Ibleo, l’arciconfraternita ha portato in corteo il gruppo statuario “Gesù nell’orto degli ulivi”, attraversando piazza Odierna e corso XXV Aprile fino a piazza Duomo.
Qui, nella chiesa Madre, il fervorino eucaristico di don Fabio Pistillo, ocd, ha raccolto il silenzio e la partecipazione dei fedeli.

A seguire, la confraternita della Buona Morte ha dato vita alla processione della Pietà, tra i gruppi statuari più antichi e intensi della tradizione ragusana.
Dal quartiere di Santa Lucia al Duomo, il corteo ha proceduto con passo lento, accompagnato dalla banda San Giorgio e da un raccoglimento che sembrava avvolgere ogni cosa.
Il cammino spirituale prosegue oggi. Nella chiesa Madre, alle 17,30, è prevista l’esposizione solenne del Santissimo Sacramento; alle 19 si terrà la messa.
Alle 19,30, nella chiesa di San Filippo Neri, una celebrazione introdurrà la processione della Veronica, in partenza alle 20.
Alle 20,30, nella chiesa Madre, l’arciconfraternita di San Filippo Neri guiderà il fervorino eucaristico.
La città continua così a vivere la Settimana Santa come intreccio di fede, memoria e identità: non soltanto rito, ma racconto condiviso, emozione comune, promessa che si rinnova.