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i dati dell'istat

Crollo nascite e famiglie più piccole: l’Italia verso una crisi demografica

In Italia nascono sempre meno bambini e aumenta l’età media: gli over 65 superano il 25% della popolazione

31 Marzo 2026, 17:25

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Crollo nascite e famiglie più piccole: l’Italia verso una crisi demografica

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Meno nascite, popolazione sempre più anziana e un equilibrio demografico garantito ormai solo dai flussi migratori. Il nuovo bilancio dell’Istat restituisce l’immagine di un Paese in trasformazione profonda, alle prese con un calo strutturale della natalità e con effetti sempre più evidenti sul piano sociale ed economico.

Nel 2025 i nati sono stati 355mila, in calo del 3,9% rispetto all’anno precedente. Scende anche il tasso di fecondità, che passa da 1,18 a 1,14 figli per donna, un dato in linea con la dinamica di molti Paesi europei ma insufficiente a garantire il ricambio generazionale.

Saldo naturale negativo e popolazione stabile solo grazie agli stranieri

A fronte del calo delle nascite, i decessi restano sostanzialmente stabili: 652mila nel 2025. Il saldo naturale – la differenza tra nati e morti – si conferma così fortemente negativo, con circa 296mila unità in meno, in peggioramento rispetto al 2024.

Nonostante ciò, la popolazione residente al 1° gennaio 2026 si mantiene poco sotto i 59 milioni. Un equilibrio dovuto esclusivamente alla crescita della componente straniera: i cittadini non italiani sono 5 milioni e 560mila, in aumento di circa 190mila unità, mentre gli italiani diminuiscono in misura analoga.

Il dato evidenzia una frattura territoriale: il Nord cresce, mentre il Sud continua a perdere residenti.

Famiglie più piccole e sempre più persone sole

La trasformazione demografica incide profondamente anche sulla struttura familiare. Le famiglie italiane – 26,6 milioni nel biennio 2024-2025 – sono sempre più piccole e frammentate.

Oltre un terzo è composto da una sola persona (37,1%), in netto aumento rispetto al 25,9% di vent’anni fa. Le coppie con figli rappresentano il 28,4% del totale, mentre quelle senza figli restano stabili attorno al 20%. Crescono anche i nuclei monogenitoriali, oggi uno su dieci.

Si riduce inoltre la dimensione media delle famiglie: dai 2,6 componenti di inizio anni Duemila agli attuali 2,2.

Meno matrimoni e cambiamento dei modelli sociali

Il calo demografico si accompagna a una diminuzione dei matrimoni. Nel 2025 sono stati celebrati 165mila “sì”, circa 8mila in meno rispetto al 2024. A pesare soprattutto il crollo delle nozze religiose, in diminuzione dell’11,7%.

Un segnale ulteriore di trasformazione dei modelli familiari e delle scelte di vita.

Un Paese sempre più anziano

L’invecchiamento della popolazione resta uno dei tratti più marcati. L’età media ha raggiunto i 47,1 anni, mentre gli over 65 rappresentano il 25,1% della popolazione, in aumento di oltre 240mila unità.

Al contrario, diminuisce la fascia tra i 15 e i 64 anni, oggi pari al 63,2% del totale. Un dato che incide direttamente sul mercato del lavoro e sulla sostenibilità del sistema economico e previdenziale.

Nonostante ciò, l’aspettativa di vita resta tra le più alte in Europa: 81,7 anni per gli uomini e 85,7 per le donne.

L’allarme: “Crisi non più solo demografica”

Per Gigi De Palo, presidente della Fondazione per la Natalità, la situazione ha ormai superato la dimensione demografica: «Siamo di fronte a una crisi sociale, economica e culturale, con il rischio concreto di una generazione tendente allo zero».

Il quadro delineato dall’Istat conferma così una tendenza di lungo periodo: meno nascite, famiglie più fragili e un progressivo invecchiamento che pone interrogativi sempre più urgenti sul futuro del Paese.