Attualità
Raccolta rifiuti, è iniziata la nuova stagione di RagusAttiva per ripulire il territorio
Dopo il clean up dello scorso 1 marzo alla diga di Santa Rosalia, l'associazione è pronta per avviare una nuova campagna
Il 1° marzo ha rappresentato un passaggio importante, ma non un punto d’arrivo. La grande giornata di pulizia che ha visto decine di volontari – tra volti storici e nuovi iscritti – restituire dignità a un’area ferita dal degrado è stata la dimostrazione concreta di quanto una comunità possa incidere quando decide di agire. Duecentocinquanta sacchi di rifiuti raccolti, oltre quaranta solo di vetro: numeri che raccontano un impegno straordinario, ma che allo stesso tempo mostrano la misura del problema.
Il risultato è evidente, tangibile, quasi sorprendente nella sua immediatezza. Ma proprio perché è così evidente, diventa impossibile pensare che tutto possa finire lì. La primavera è alle porte, le giornate di festa porteranno più persone, più movimento, più pressione su un territorio che ha già dimostrato la sua fragilità. È in questo scenario che il percorso avviato deve necessariamente proseguire, trasformandosi da intervento straordinario a responsabilità condivisa.
Le richieste rivolte alle istituzioni competenti sono chiare e non più rinviabili: una vigilanza costante che scoraggi nuovi abbandoni, controlli efficaci che rendano davvero possibile individuare e sanzionare i responsabili, cestoni adeguati e distribuiti in modo intelligente per evitare che la mancanza di infrastrutture diventi un alibi all’inciviltà. Attenzione, responsabilità, rispetto: tre parole che definiscono non solo ciò che serve, ma anche ciò che una comunità ha già dimostrato di saper mettere in campo.
Le associazioni che hanno collaborato – Sahara Club 4x4, Plastic Free, Sunset Nomade, Rimboschiamo, Lost Youth Productions – hanno dato forma a un modello di partecipazione che non si limita alla singola giornata, ma che può diventare un riferimento stabile per il futuro. La loro presenza, insieme a quella dei tanti cittadini che hanno scelto di esserci, è la prova che il territorio non è lasciato a se stesso: c’è una rete viva, attiva, pronta a intervenire e a prendersene cura.
Ora, però, serve che questo impegno trovi un riscontro istituzionale all’altezza. La comunità ha fatto la sua parte, e continuerà a farla. Il passo successivo dipende da chi ha il compito di garantire che quel lavoro non venga vanificato.