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31 marzo 2026 - Aggiornato alle 22:15
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Attualità

Modica e la via San Giuliano: apertura dietro l'angolo dopo il crollo del muraglione

Per il momento sarà adottata la soluzione del transito veicolare a senso unico alternato regolamentato da un semaforo

31 Marzo 2026, 19:53

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Modica e la via San Giuliano: apertura dietro l'angolo dopo il crollo del muraglione

Via San Giuliano interdetta al transito veicolare

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L’interdizione al traffico di via San Giuliano è stata una delle conseguenze più pesanti del crollo del muraglione che sostiene il versante stradale. Il cedimento, avvenuto dopo giorni di maltempo, ha trascinato parte della carreggiata nella vallata sottostante, rendendo inevitabile la chiusura totale della strada per ragioni di sicurezza. Da allora la viabilità della zona è stata fortemente compromessa, con disagi per residenti, lavoratori e mezzi di servizio.

Dopo giorni di verifiche tecniche, sopralluoghi e valutazioni strutturali, si avvicina però una prima novità: la riapertura parziale della strada con un senso unico alternato regolato da semaforo. Si tratta di una soluzione temporanea, studiata per consentire il ripristino minimo della circolazione senza mettere a rischio la stabilità dell’area. L’attivazione potrà avvenire non appena il dirigente dell’ufficio competente avrà completato l’analisi degli atti e rilasciato l’autorizzazione formale, passaggio indispensabile per garantire che la misura sia compatibile con le condizioni del versante. Cosa che dovrebbe accadere nelle prossime ore.

Il sindaco Maria Monisteri Caschetto e l’assessore alle Manutenzioni Piero Armenia hanno seguito la vicenda sin dal giorno del crollo, lavorando per individuare una soluzione che potesse alleviare i disagi in attesa dell’intervento definitivo. La riapertura a senso unico alternato è frutto di questo lavoro, ma rappresenta solo un primo passo.

Il ripristino completo del muraglione richiederà tempi più lunghi e un progetto strutturale complesso. La ricostruzione dovrebbe essere finanziata con fondi della Protezione civile regionale, vista la natura del dissesto e la necessità di un consolidamento profondo del terreno. I tecnici hanno già evidenziato che non si tratta di una semplice riparazione, ma della realizzazione di un’opera nuova, capace di garantire sicurezza nel lungo periodo e di prevenire nuovi cedimenti.