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2 aprile 2026 - Aggiornato alle 1 aprile 2026 23:30
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L'analisi

Caso Sigonella, Garofalo: «Il no di Crosetto a Trump scelta autonoma. Craxi ebbe una forza che Meloni non credo abbia»

L'autore del libro "Quell'ora che manca alla storia: Sigonella quarant'anni dopo" mette a confronto i due eventi storici, ma avverte: «Non dimenticare che questo è il governo del caso Almasri»

01 Aprile 2026, 22:30

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Il momento culmine della "crisi di Sigonella" come ricostruita in un celebre film per la tv del 1990

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«Io penso che ci sia un parallelismo debole fra il no di Crosetto a Trump con la crisi di Sigonella di quarant'anni fa. Sarebbe non solo una forzatura storica, ma soprattutto politica». Il commento è di Paolo Garofalo, profondo conoscitore di politica internazionale e autore del libro "Quell'ora che manca alla storia. Sigonella quarant'anni dopo. Quando l'Italia disse no all'America". «Io penso che quanto accaduto sia una scelta, coraggiosa e puntuale, ma autonoma di Crosetto. Non facciamo l'errore di dimenticare che questo è lo stesso Governo del caso Almasri. Giorgia Meloni non avrebbe la stessa fermezza dimostrata da Bettino Craxi nel caso dell'Achille Lauro. Craxi non arretrò sulla scelta di processare i palestinesi in Italia. Quando Reagan invitò Craxi, il presidente del Consiglio alzò la voce su quello che all'epoca stava accadendo in America Latina. E in particolare sui fatti del Cile. Non penso che Meloni avrebbe la stessa forza politica di contrastare il presidente Trump».

Garofalo ritiene che l'Italia (e non solo) sia piegata alla pericolosa imprevedibilità di Donald Trump. «Come dicono i più importanti analisti di politica internazionale la grande forza di Trump è proprio l'imprevedibilità. Il presidente degli Stati Uniti riesce a parlare di Pace e un'ora dopo di guerra. I bombardamenti all'Iran ne sono la prova tangibile». 

E in questa lettura di assetti e crisi internazionali c'è la potenza (forse ricattatoria) di Benjamin Netanyahu. Il primo ministro d'Israele tiene sotto scacco Trump. E forse anche l'Italia. Sullo sfondo lo scandalo Paragon e i file Epstein. «Il potere è ormai nelle mani di pochi. E questo significa che i destini di interi popoli sono legati agli interessi di quei pochi potenti», è la cruda analisi di Garofalo.