Società
Il Venerdì santo nella città antica di Ragusa tra suggestioni e devozione
Dalla preghiera davanti al Crocifisso al lento e maestoso incedere dei simulacri tra le viuzze barocche
Ragusa antica si prepara a vivere il Venerdì Santo, cuore di una tradizione plurisecolare che conserva intatti il proprio linguaggio di fede, memoria e partecipazione popolare.
Le celebrazioni della vigilia, con la preghiera davanti al Crocifisso nel Mercoledì Santo, hanno già immerso la comunità in un clima di contemplazione che precede il grande rito del dolore e della speranza.
“O Cristo, Verbo eterno del Padre, innalzato sulla Croce per la salvezza del mondo, noi ti adoriamo con cuore umile e riconoscente” suonano come un preludio al cammino che la città si appresta a intraprendere.

A Ragusa, il Venerdì Santo affonda le sue radici nel Cinquecento. Un documento d’archivio testimonia che “la sera del Venerdì santo esce la processione del corpo di Cristo morto nell’urna delli cristalli e gira per tutta la città sino alla chiesa di Santa Maria dello Spasimo”.
Un’immagine che sembra descrivere ancora oggi l’andamento del rito: le file dei devoti in silenzio, le torce che rischiarano i vicoli barocchi, le marce funebri che scandiscono il passo dei portatori, la luce tremula delle candele che, riflettendosi sulle pietre antiche, crea un’atmosfera sospesa, quasi fuori dal tempo.
Domani, alle 17.00, nella chiesa di San Giuseppe (Benedettine) si terrà la celebrazione della Passione del Signore. Alla stessa ora, nella chiesa Madre, è prevista l’azione liturgica della Passione, momento centrale di una giornata che fa memoria del sacrificio di Cristo.
Alle 20.00 prenderà il via la solenne processione del Cristo Morto e dell’Addolorata, un rito che coinvolge l’intera comunità e rappresenta uno dei passaggi più partecipati della tradizione ragusana. Il corteo uscirà dal Duomo di San Giorgio e percorrerà via Conte Cabrera, largo Camerina, via Camerina, via Capitano Bocchieri, via Ten. Distefano, via XI Febbraio, via del Mercato, piazza della Repubblica, corso Don Minzoni, largo San Paolo, via Giusti, piazza della Repubblica, via del Mercato, largo Camerina, via Orfanatrofio, via Porta Modica, via dei Normanni, piazza Hodierna, corso XXV Aprile, piazza Pola, quindi di nuovo corso XXV Aprile fino a piazza Duomo, per fare infine ritorno alla chiesa Madre.
Questa antica sfilata, con i suoi ritmi misurati e la sua compostezza, rimane un gesto collettivo che unisce le generazioni e custodisce un patrimonio spirituale percepito come parte essenziale dell’identità cittadina.
È un cammino che parla attraverso il silenzio, la luce, la fatica dei portatori e la devozione dei fedeli, rinnovando ogni anno il legame profondo tra Ragusa e la sua storia sacra.