la svolta
Crisi pesca, la Regione lancia il bando per le zone di conservazione: ossigeno per gli armatori di Sciacca
Nuovo piano gestione in Sicilia: i pescatori provano a riprendersi il mare dopo anni di divieti
Una piccola boccata d’ossigeno, in un mare che resta agitato. È così che gli operatori della pesca di Sciacca accolgono il nuovo bando pubblicato dalla Regione Siciliana, che apre alla possibilità di presentare, entro due mesi, proposte per nuovi piani di gestione nelle “zone speciali di conservazione”.
Un provvedimento che prevede anche aiuti economici per le imprese e che potrebbe finalmente superare il piano di gestione di Mazara del Vallo, quello che da anni impedisce alle marinerie di pescare nel tratto tra Capo San Marco e Capo Granitola.
La prospettiva di riavere accesso a quell’area storicamente strategica viene letta come un segnale positivo, ma senza trionfalismi. La soddisfazione è infatti misurata: gli armatori saccensi sanno bene che la riapertura di una zona non basta a risolvere i problemi strutturali del settore.
“È un passo avanti – dicono gli operatori, provati da anni di restrizioni, costi insostenibili e normative percepite come penalizzanti - ma la strada resta lunga”.
A pesare, infatti, restano le zone di restrizione della pesca imposte dall’Unione Europea, che dal 2019 vietano la pesca a strascico in tre aree del Canale di Sicilia: a est del Banco Avventura, a ovest del Bacino di Gela e a est del Banco di Malta.
Misure pensate per favorire il ripopolamento ittico, ma che secondo i pescatori finiscono per colpire solo le flotte siciliane, mentre quelle nordafricane continuano a operare liberamente negli stessi tratti di mare. Una disparità che alimenta frustrazione e che, finora, non ha trovato ascolto a Bruxelles.
A complicare ulteriormente il quadro c’è l’impennata dei costi del carburante, raddoppiati nelle ultime settimane a causa delle tensioni in Medio Oriente. Per molte imbarcazioni, uscire in mare significa oggi lavorare quasi in perdita.
In questo scenario, il nuovo bando regionale rappresenta sì un segnale di apertura, ma non la soluzione. Gli operatori della pesca di Sciacca lo accolgono con prudenza: un passo nella direzione giusta, in un settore che continua a navigare tra incertezze, vincoli e costi sempre più difficili da sostenere.