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3 aprile 2026 - Aggiornato alle 22:10
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Attualità

"Abbandono, illegalità e silenzi: l'autoporto di Vittoria è un disastro"

La denuncia dell'attivista Riccardo Zingaro che ha pure trovato all'interno un'auto smontata in più parti: "Tutto qui è concesso"

03 Aprile 2026, 19:29

19:30

"Abbandono, illegalità e silenzi: l'autoporto di Vittoria è un disastro"

L'auto abbandonata all'interno dell'area in cui sorge l'autoporto

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Una struttura pubblica lasciata marcire, vandalizzata e ormai ridotta a una discarica abusiva di rifiuti speciali. È questo il quadro che l’attivista ambientale Riccardo Zingaro porta nuovamente all’attenzione pubblica, denunciando una situazione che — a suo dire — va avanti da anni nell’indifferenza generale.

Zingaro, da tempo impegnato con l’associazione Terre Pulite nel monitoraggio del territorio, parla senza mezzi termini di “abbandono istituzionale”. Le sue parole arrivano dopo l’ennesima segnalazione: all’interno dell’area, già teatro di sversamenti illegali, è comparsa persino un’auto completamente smontata, come se quel luogo fosse diventato una zona franca dove tutto è consentito.

Secondo l’attivista, nonostante le numerose denunce pubbliche e documentate, non sarebbe stato effettuato alcun intervento concreto. Nessun controllo, nessuna bonifica, nessuna misura di prevenzione. Nel frattempo, gli scarichi abusivi continuano ad aumentare, alimentando un degrado che si autoalimenta.

“Sarebbe bastato chiudere un varco”: il nodo della prevenzione mancata
Uno degli aspetti più contestati riguarda la mancata chiusura dell’unico accesso utilizzato per introdurre rifiuti e mezzi all’interno dell’area. Zingaro sostiene che la soluzione fosse semplice e immediata: bloccare quel varco, più volte segnalato alle autorità competenti. Un intervento minimo, che però non è mai stato eseguito.

Per l’attivista, questa omissione rappresenta il simbolo di un immobilismo che sta logorando il territorio. “Le passerelle dei politici continuano, le promesse anche”, denuncia, “ma la realtà è sotto gli occhi di tutti”.

Cittadini attivi, istituzioni assenti
Un altro punto centrale della denuncia riguarda il ruolo dei cittadini. Secondo Zingaro, molti residenti collaborano, segnalano, si espongono in prima persona. Ma le loro voci restano inascoltate. “Chi dovrebbe tutelare il bene pubblico — afferma — ignora sistematicamente chi prova a difendere il territorio”.

Per l’attivista, non si tratta più soltanto di incuria, ma di un vero e proprio abbandono istituzionale: un vuoto di responsabilità che permette al degrado di avanzare e agli illeciti di proliferare.

L’appello finale: “Ora basta”
La denuncia si conclude con un appello diretto e senza filtri: servono interventi immediati, controlli seri e responsabilità chiare. Per Zingaro, il tempo delle promesse è finito. La tutela del territorio non può più essere rimandata.

La vicenda riaccende il dibattito sulla gestione degli spazi pubblici e sulla capacità delle istituzioni di rispondere alle emergenze ambientali. Un tema che, ancora una volta, mette in luce la distanza tra l’impegno dei volontari e l’inerzia percepita delle amministrazioni.