Cronaca
Vittoria, ecco come si reclutano i braccianti all'alba in piazza
Il già segretario generale della Cgil di Ragusa, Peppe Scifo, denuncia: "E' il collocamento degli ultimi e dei più sventurati"
Alle sei e trenta del mattino, in piazza Daniele Manin a Vittoria — per tutti Piazza Senia si radunano i braccianti in cerca di un ingaggio.
È qui che, giorno dopo giorno, si consuma il reclutamento degli ultimi, dei più vulnerabili, di chi spera in una giornata di fatica per poter tirare avanti. A riportare l’attenzione su questa realtà è Peppe Scifo, già segretario generale della Cgil di Ragusa e oggi impegnato a Bruxelles nel comitato migranti della Ces sempre per conto del sindacato, a denunciare un fenomeno che continua a svolgersi alla luce del sole.
Gli operai attendono l’arrivo di un padroncino o di un caporale, pronti ad accettare uno, due, tre o quattro giorni di lavoro, senza alcuna garanzia.
Tutto avviene in nero, senza informazioni sull’azienda, sul titolare, sulle condizioni contrattuali.
Sullo spiazzo si pattuisce una paga, ma non è raro che, a fine turno, l’accordo venga disatteso. Spesso la manodopera è costretta a prendere ciò che viene offerto, oppure a rientrare a casa a mani vuote.
Raccogliere denunce formali è estremamente complicato. Chi si rivolge al sindacato raramente dispone di elementi concreti: a volte soltanto un numero di targa, altre un ricordo approssimativo della strada percorsa per raggiungere i campi. Quando possibile, si registra la posizione su una mappa e la si trasmette alle autorità competenti. Ma paura, precarietà e l’assenza di riferimenti certi rendono tutto più difficile.
Questi lavoratori vengono definiti “invisibili”, ma lo sono solo sul fronte dei diritti. In realtà sono lì, ogni mattina, sotto gli occhi di tutti. Invisibili alle tutele legali, sociali e contrattuali, ma visibilissimi nella loro attesa silenziosa, nella speranza di una retribuzione che consenta loro di andare avanti.
La loro condizione non è un’anomalia marginale: è un ingranaggio strutturale della filiera agricola, un perno che continua a sostenere una parte rilevante dell’economia locale.
La denuncia di Scifo riporta al centro un tema che il territorio conosce bene ma che fatica a tradursi in azioni concrete. Il reclutamento irregolare non avviene di nascosto: è lì, all’alba, in una piazza attraversata da tutti. Eppure continua a essere tollerato, quasi normalizzato. Il sindacato da anni prova a dare voce a chi non ne ha, ma senza controlli efficaci e senza una rete reale di protezione, la battaglia resta impari.
La scena che si ripete ogni mattina a Piazza Senia è una fotografia che interroga l’intera comunità: racconta fragilità, sfruttamento e un sistema economico che continua a reggersi su dinamiche che non possono più essere ignorate.