Adrano
La scuola fa muro contro pizzo e usura: al liceo Verga di Adrano presentata la borsa di studio antiracket
Scuola e istituzioni unite contro la mafia: dal confronto con il procuratore Curcio e le forze dell'ordine per promuovere la cultura della legalità tra i giovani
Il contrasto al racket e all'usura non è soltanto una questione di ordine pubblico, ma un processo culturale che trova la sua linfa vitale nell'alleanza tra le istituzioni e il mondo della scuola. È questo il principio che ha animato l'incontro presso il Liceo Superiore Statale “G. Verga” di Adrano, promosso dall’Associazione Antiracket Antiusura Libera Impresa. L’iniziativa, nata dalla profonda sensibilità della dirigente scolastica Lorena Loredana verso i temi della giustizia sociale, ha sancito l'avvio di un percorso di approfondimento che culminerà nella consegna di una prestigiosa Borsa di Studio. Questo progetto non sarebbe stato possibile senza il sostegno di una rete d'eccellenza che vede unite la Magistratura DDA, le Forze dell’Ordine, l’Ordine degli Avvocati di Catania, la Commissione Regionale Antimafia e la testata giornalistica “LA SICILIA”, impegnate insieme per promuovere la cultura della denuncia tra i giovanissimi.
Il cuore pulsante dell'evento è stato il dialogo diretto tra le nuove generazioni e i massimi vertici della magistratura, rappresentati dal Procuratore della Repubblica di Catania, il Dott. Francesco Curcio. Il suo intervento ha offerto una visione moderna e rassicurante della forza dello Stato, capace di rispondere con estrema competenza anche alle sfide più insidiose della criminalità organizzata contemporanea. Rispondendo alla domanda di uno studente di terza classe sulla velocità con cui i clan utilizzano oggi criptovalute e comunicazioni criptate, il Procuratore ha sottolineato come l’autorità giudiziaria e le forze di polizia siano oggi all’avanguardia. Attraverso laboratori tecnologici avanzati e una solida rete di accordi internazionali, lo Stato è infatti in grado di penetrare i sistemi informatici più complessi, dimostrando che la corsa della mafia non è affatto imbattibile.
Il Procuratore Curcio ha tuttavia ricordato che la tecnologia, per quanto sofisticata, deve essere accompagnata da una scelta etica individuale. Egli ha definito il rifiuto di pagare il pizzo come la polizza assicurativa più efficace a disposizione dei cittadini: una ribellione collettiva dei commercianti porterebbe, secondo la sua visione, all'inevitabile estinzione del fenomeno mafioso. Questo monito ha dato forza all'intero impianto della Borsa di Studio, un progetto che si avvale di una partecipazione istituzionale corale. Accanto alla Magistratura, hanno garantito il loro supporto tecnico e morale l’Avvocato Alessia Falcone per il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Catania, il Capitano Sergio Bertolino della Guardia di Finanza di Paternò, il Tenente Daniele Trincone dell'Arma dei Carabinieri, il Dirigente Felice Puzzo della D.I.A. e il Commissario Vincenzo Sangiorgio per la Questura di Catania.
L'ampio respiro dell'iniziativa è stato ulteriormente sottolineato dal contributo, in collegamento da remoto, dell'Onorevole Josè Marano per la Commissione Regionale Antimafia. Sebbene non fosse presente fisicamente, il Direttore del Giornale “LA SICILIA” ha fatto pervenire il proprio saluto, confermando l'impegno della testata come partner fondamentale del progetto e presidio di sensibilizzazione sul territorio. Ogni ente coinvolto ha contribuito a delineare il quadro di una legalità organizzata, rispondendo ai quesiti e alle curiosità degli studenti. Particolarmente significativa è stata la testimonianza di Maddalena Caponnetto, vicepresidente di Libera Impresa e vittima di mafia, che insieme al presidente Rosario Cunsolo ha esortato i giovani a non voltarsi mai dall'altra parte e a considerare lo Stato come una casa comune di cui prendersi cura quotidianamente.
Il percorso avviato tra i banchi del Liceo Verga entra ora nella sua fase più operativa, sostenuto da questo prestigioso parterre di enti. Gli studenti, stimolati dal confronto con il Procuratore Curcio e con gli esperti intervenuti, sono chiamati a produrre delle tesine originali entro il prossimo 30 aprile. Questi elaborati non saranno solo delle prove accademiche, ma rappresenteranno il frutto di una riflessione maturata grazie al supporto di chi, ogni giorno, combatte in prima linea per la giustizia. Il cammino verso la premiazione finale di maggio 2026 si preannuncia dunque come una straordinaria occasione di crescita per l'intera comunità di Adrano, unita nel segno di una legalità che cammina a testa alta grazie all'impegno sinergico tra scuola, magistratura e istituzioni.