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Società

Vittoria, il Dramma sacro fa registrare numeri importanti

Erano anni che non si assisteva a una partecipazione così imponente come quella di ieri sera

04 Aprile 2026, 13:21

13:30

Vittoria, il Dramma sacro fa registrare numeri importanti

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Vittoria non assisteva da anni a una partecipazione così imponente. Ieri sera, l’intera comunità si è raccolta attorno a Piazza Calvario per il Dramma Sacro del Venerdì Santo, sfidando un cielo incerto e una pioggia battente fino alle 20.

Uno spazio gremito oltre ogni previsione, sospeso per tutta la rappresentazione in un silenzio denso, quasi liturgico.

Non un rito replicato per abitudine, ma la clamorosa consacrazione di un nuovo indirizzo artistico: la scelta di rompere gli schemi, coinvolgendo città e giovani in modo concreto e appassionato, ha riportato il cuore dei vittoriesi al centro della scena.

Sotto la regia visionaria di Andrea Traina, esaltata dalla maestosa scenografia del professore Arturo Barbante, il solenne testo ottocentesco del Marchese Alfonso Ricca è stato riletto nella struttura della tragedia greca.

Il coro, forte di una numerosa presenza giovanile e arricchito dalle intense coreografie della Scuola Artedanza Tersicore di Roberta Piccilli, ha smesso i panni dell’ornamento per farsi organismo vivo: un motore percussivo, un’eco viscerale capace di scandire, parola dopo parola, ingiustizia e lutto.

Il rovesciamento più radicale ha spostato il baricentro dell’azione sul dolore materno, reso in scena tramite un suggestivo sdoppiamento del personaggio. L’abisso dei monologhi interiori di Maria, tratti dai versi struggenti di Padre Biagio Aprile e Domenico Maria Pelligra, ha trovato corpo nella voce intensissima di Tiziana Bellassai; la fisicità e lo strazio della Madonna del testo di Ricca sono stati invece affidati alla commovente interpretazione di Eugenia Lombardo.

Le parole della tradizione, affidate ad Alice Di Caro (Maddalena), Giuseppe Arezzi (Giovanni), Alessandro Romano (Misandro), Lorenzo Pluchino (Longino), Giuseppe Bisogno (Nizech), Massimiliano Nicosia (Giuseppe), Vittorio Bonaccorso (Nicodemo) e Adriano Gurrieri (Centurione), si sono intrecciate con i versi viscerali di Alda Merini, declamati dalle corifee Alessandra Lelii e Valentina Cannizzo.

A saldare le diverse anime del tessuto drammaturgico è stata la potente partitura musicale, composta ed eseguita dal vivo dal Maestro Marco Cascone e impreziosita dalla voce solista di Fiammetta Poidomani, che ha avvolto la scena fino a trasformare il Golgota in una ferita aperta capace di togliere il fiato.

Il finale ha parlato direttamente al presente: l’antica tragedia si è spogliata di ogni distanza storica con l’ingresso silenzioso di un gruppo di bambini di diversa provenienza. Stringendo in mano un fiore bianco, si sono raccolti attorno a Maria e al corpo di Cristo, componendo l’immagine di una Pietà universale e contemporanea. Un simbolo limpido dell’innocenza violata dalle guerre di oggi e promessa di quell’alba di speranza evocata dalle ultime battute.

Un trionfo emotivo frutto di un sacrificio collettivo. Il risultato è stato possibile grazie alla dedizione di attori, figuranti, musicisti, tecnici e collaboratori, sostenuti dall’impeccabile direzione organizzativa di Angela Rizzo e dal prezioso lavoro degli assistenti alla regia Salvo Paternò e Giuseppina Vivera.

L’intera squadra ha affrontato una settimana di prove al freddo e sotto la pioggia, spinta soltanto dall’amore per un patrimonio condiviso. Ieri sera, Vittoria non si è limitata a osservare la propria storia: l’ha abitata, riscritta e proiettata in avanti, dimostrando che quando si osa, una comunità intera è pronta a vibrare all’unisono.

Si ricorda l’appuntamento con la Resurrectio in programma domani, domenica 5 aprile, alle 20.30, all’interno della Basilica di San Giovanni Battista.