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Addio a Paola Pelagatti, l'archeologa che ha raccontato la Sicilia antica. Aveva 99 anni

Il suo nome, tra l'altro, è legato alla creazione del Museo archeologico ibleo nella città di Ragusa

04 Aprile 2026, 18:44

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Addio a Paola Pelagatti, l'archeologa che ha raccontato la Sicilia antica. Aveva 99 anni

L'archeologa Paola Pelagatti

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Si è spenta all’età di 99 anni Paola Pelagatti, una delle figure più autorevoli dell’archeologia italiana, studiosa di fama internazionale e protagonista di alcune tra le più importanti campagne di scavo nel Sud-Est siciliano. La sua morte segna la scomparsa di una voce che ha contribuito in modo decisivo alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio archeologico della nostra regione.

Allieva di Luciano Laurenzi all’Università di Bologna, Pelagatti aveva iniziato la sua carriera alla Scuola Archeologica Italiana di Atene, partecipando negli anni Cinquanta agli scavi di Festòs diretti da Doro Levi. Da lì un percorso in costante ascesa, che l’avrebbe portata a ricoprire ruoli di grande responsabilità all’interno dell’Amministrazione delle Antichità e Belle Arti, fino a diventare Soprintendente alle Antichità della Sicilia orientale, del Piemonte e dell’Etruria Meridionale.

Il legame con la provincia di Ragusa
La provincia di Ragusa conserva un debito profondo nei confronti di Paola Pelagatti. Le sue ricerche hanno interessato siti fondamentali come Camarina, Akrai, Naxos, Taormina e numerosi altri insediamenti della Sicilia sud-orientale, contribuendo a definire l’urbanistica delle città greco-siceliote e a gettare le basi per la loro tutela moderna.

Il suo rapporto con Ragusa era così forte che nel 2017 il Comune le conferì la cittadinanza onoraria, riconoscendole “buona parte della propria vita professionale dedicata allo studio, conservazione, fruizione e tutela del notevole patrimonio archeologico della Sicilia sud-orientale”. Durante la cerimonia, Pelagatti ricordò l’importanza del Museo Archeologico Ibleo e del parco di Camarina, invitando le istituzioni a custodirli come beni identitari e irrinunciabili.

Una studiosa rigorosa, una pioniera della metodologia di scavo
Pelagatti è stata tra le prime in Italia a introdurre metodologie di scavo stratigrafico aggiornate, accompagnando ogni intervento con una registrazione meticolosa dei materiali. Il suo lavoro ha prodotto monografie, articoli, cataloghi museali e contributi scientifici che ancora oggi rappresentano punti di riferimento per studiosi e ricercatori.

La sua attività accademica l’ha vista professore ordinario all’Università della Calabria e poi all’Università della Tuscia, dove promosse iniziative pionieristiche contro gli scavi clandestini e per il rientro dei beni trafugati dall’Italia. Era membro dell’Accademia dei Lincei, della Pontificia Accademia Romana di Archeologia e dell’Istituto Archeologico Germanico.

Un’eredità che resta
La scomparsa di Paola Pelagatti lascia un vuoto profondo nel mondo dell’archeologia, ma anche un’eredità solida: quella di una studiosa che ha saputo unire rigore scientifico, visione culturale e un amore autentico per la Sicilia e per il suo passato. Le sue ricerche hanno restituito voce a città antiche, necropoli, ceramiche, riti e paesaggi che oggi conosciamo meglio grazie alla sua dedizione.

Per Ragusa e per l’intera area iblea, il suo nome resterà legato a una stagione di scoperte, tutela e consapevolezza che ha contribuito a costruire l’identità culturale del territorio.