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Attualità

Il ricordo di Giovanni Di Stefano: "Con Paola Pelagatti perdiamo un maestro, un gigante dell'archeologia"

Il professionista ragusano è stato allievo sul campo della 99enne di fama internazionale venuta a mancare oggi

04 Aprile 2026, 21:19

21:20

Il ricordo di Giovanni Di Stefano: "Con Paola Pelagatti perdiamo un maestro, un gigante dell'archeologia"

L'archeologo Giovanni Di Stefano

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La scomparsa di Paola Pelagatti continua a suscitare commozione e riconoscenza nel mondo dell’archeologia. Tra le voci più toccanti c’è quella di Giovanni Di Stefano, archeologo e per anni suo allievo “sul campo” nelle campagne di scavo di Camarina, Naxos e Siracusa. Il suo ricordo restituisce la misura di ciò che Pelagatti ha rappresentato per generazioni di studiosi: non solo una docente, ma un punto di riferimento umano e scientifico.

Di Stefano parla di una perdita che rende “più poveri”, non soltanto per l’assenza di una figura cara, ma perché con lei svanisce una parte di quella scienza, di quel metodo e di quella curiosità intellettuale che hanno segnato un’epoca. Pelagatti, racconta, era una Maestra nel senso più pieno del termine: rigorosa, mai banale, generosa nel suggerire percorsi di ricerca lontani dalle strade più facili, capace di pretendere dai suoi collaboratori lo stesso impegno che lei stessa metteva in ogni indagine.

Essere stato suo allievo, ricorda Di Stefano, significava vivere una stagione intensa di lavoro e formazione, soprattutto a Camarina, luogo che definisce la “palestra” della sua vita professionale e umana. Un’eredità che non si limita ai ricordi personali, ma che si traduce in un patrimonio scientifico destinato a durare: lo studio della cultura materiale dei Greci d’Occidente, le ricerche sulle colonie siceliote, l’analisi delle necropoli, la ricostruzione dei paesaggi antichi.

Pelagatti non è stata soltanto una docente universitaria. Per Di Stefano, e per molti altri, è stata una guida quotidiana all’interno di quella straordinaria “Scuola di Archeologia” che fu la Soprintendenza di Siracusa, erede della tradizione di Paolo Orsi e Luigi Bernabò Brea. Un luogo dove la ricerca si intrecciava con la tutela, e dove la formazione avveniva direttamente sul terreno, tra reperti, stratigrafie e scelte difficili.