Attualità
Pozzallo, Torre Cabrera rimane al buio: revocato l'iter del finanziamento ottenuto quattro anni fa
Cosa c'è dietro una vicenda di malagestione burocratica?
Quattro anni fa, il 7 aprile 2022, Pozzallo salutava con entusiasmo un annuncio che sembrava destinato a lasciare il segno. Il sindaco Roberto Ammatuna, con un post carico di orgoglio, comunicava alla città un risultato definito “storico”: Pozzallo era tra i primi in graduatoria per ottenere un finanziamento regionale di 89.096,40 euro. L’obiettivo era nobile e atteso da anni: dotare la Torre Cabrera di una nuova illuminazione artistica, moderna, efficiente, capace di valorizzare uno dei simboli più riconoscibili della città.
Oggi, però, quella promessa si trasforma in un’amara constatazione. La luce che avrebbe dovuto accendersi sulla Torre non solo non è mai arrivata, ma viene definitivamente spenta da un atto formale che pesa come un macigno: la revoca del finanziamento.
Con una nota ufficiale del 1° aprile 2026, il Dipartimento dei Beni Culturali della Regione Siciliana comunica la decadenza dal finanziamento e la revoca delle risorse. Una frase che chiude ogni spiraglio e certifica un fallimento amministrativo che ricade sull’intera comunità.
Secondo quanto denunciato da esponenti locali di Forza Italia, la causa sarebbe un errore tanto semplice quanto grave: la mancata osservanza del termine perentorio del 31 dicembre 2025 per l’assunzione delle Obbligazioni giuridicamente vincolanti (Ogv). In termini concreti, l’amministrazione non avrebbe appaltato né formalizzato i lavori entro la scadenza prevista, lasciando scorrere il tempo mentre il finanziamento si avvicinava al punto di non ritorno.
Una leggerezza definita da molti come un “errore da dilettanti”, che oggi si traduce in un danno tangibile: Pozzallo perde quasi 90 mila euro destinati alla valorizzazione del suo monumento più iconico. Un’occasione sfumata, un progetto mai nato, un risultato che lascia l’amaro in bocca a cittadini e operatori del settore turistico.
La Torre Cabrera resta così al buio, non per mancanza di idee o di risorse, ma per un iter amministrativo che non ha rispettato i tempi imposti dalla legge. E mentre la città si interroga su come sia stato possibile perdere un finanziamento già assegnato, resta una certezza: quando la burocrazia inciampa, a pagare è sempre la comunità.