Attualità
Modica, il patrimonio barocco torna a splendere
Completato il restauro della "Madonna con i santi Cosma e Damiano" di Mario Minniti
Una delle gemme del Barocco del Sud-Est siciliano torna a splendere. Si è concluso il delicato restauro della tela “Madonna con i Santi Cosma e Damiano”, capolavoro di Mario Minniti (1577-1640), custodita nella Chiesa Collegiata di Santa Maria di Betlem a Modica.
L’intervento, eseguito dalla maestra restauratrice Gaetana Ascenzo e finanziato grazie all’impegno dell’Onorevole Ignazio Abbate, rientra in una più ampia e costante strategia di tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e religioso cittadino.
Negli ultimi anni la città ha visto aprirsi numerosi cantieri di recupero che hanno restituito visibilità a opere compromesse dal tempo, confermando il ruolo centrale delle chiese barocche quali scrigni di identità e creatività.
La tela, di grandi dimensioni (circa 2,10 x 2 metri), versava in condizioni critiche: la superficie picta era segnata da polveri, depositi e vernici ingiallite che appiattivano il paesaggio e soffocavano i giochi chiaroscurali tipici della scuola minnitiana.
Il meticoloso intervento ha previsto la rimozione degli strati ossidati e la disinfestazione da microrganismi, la sarcitura degli strappi, la foderatura e il montaggio su un nuovo telaio estensibile in legno d’abete; quindi la reintegrazione delle lacune con le tecniche della velatura e del "rigatino", per restituire leggibilità senza cancellare le tracce del tempo.
“È con profonda emozione – dichiara l’On. Abbate – che restituiamo alla comunità di Modica e ai fedeli di Santa Maria di Betlem quest’opera straordinaria del Minniti. Questo restauro non è un episodio isolato, ma l’ennesimo tassello di un percorso che abbiamo intrapreso da tempo per valorizzare il patrimonio artistico religioso del nostro Sud-Est. Investire nella conservazione significa investire nella nostra storia e nel futuro turistico e culturale di Modica. Vedere i colori originali e la profondità prospettica di questo dipinto riemergere dopo secoli è la prova tangibile che la bellezza, se curata, può continuare a parlare alle generazioni presenti e future.”
L’opera è nuovamente visibile nella navata destra della Chiesa di Santa Maria di Betlem, tornando a essere parte integrante del percorso artistico-devozionale della città.