l'analisi
Erosione costiera, l’appello degli architetti: "Ecco il piano per salvare il litorale"
La Mendola: "Rigenerazione delle praterie sommerse, studi meteomarini e stop alla cementificazione dei fiumi"
Non è solo una questione di paesaggio che svanisce, ma di sicurezza pubblica e futuro economico. L’allarme arriva forte e chiaro dall’ Ordine degli architetti di Agrigento, che mette sul tavolo dei candidati a sindaco un dossier scottante: la difesa dei 140 chilometri di costa che da Porto Palo di Menfi arrivano fino a Licata. Un litorale fragile, aggredito dalle onde e ferito da decenni di interventi antropici discutibili, che oggi presenta ferite aperte e rischi imminenti.
Il crollo di una palazzina a Licata, fortunatamente già evacuata, è solo la punta dell'iceberg. Secondo gli architetti, il punto più critico resta la zona del Kaos, dove la falesia arretra pericolosamente verso la statale 640. "Il rischio di un disastro infrastrutturale è reale", avvertono i professionisti, sottolineando come le correnti di ponente, scirocco e libeccio stiano divorando la sabbia senza sosta.
Le tre direttrici per salvare il mare Il presidente dell'Ordine, Rino La Mendola, è netto nell'indicare la ricetta per invertire la rotta. Non servono interventi "a pioggia", ma una strategia integrata su tre livelli. Rigenerazione biologica: proteggere e reimpiantare la Posidonia Oceanica. È lei la barriera naturale più potente contro le mareggiate. Per farlo, però, bisogna dichiarare guerra allo scarico di reflui non depurati e alla pesca a strascico sottocosta. Nutrimento dei fiumi: stop alla cementificazione degli alvei. I corsi d’acqua devono tornare a trasportare detriti e sedimenti fino alle foci per "alimentare" naturalmente le spiagge. Ingegneria consapevole: revisione dei pennelli e delle barriere frangiflutti. Le opere attuali, spesso realizzate senza studi meteomarini adeguati, proteggono un tratto ma finiscono per distruggere quello adiacente.
Se nel lungo periodo la natura deve tornare protagonista, nell'immediato gli architetti invocano interventi tampone, come scogliere a riva e muri paraonde, per evitare nuovi crolli. Ma la sfida è anche politica. Il litorale, secondo La Mendola, non deve essere visto solo come un problema di protezione civile, ma come l’anello mancante per il rilancio di Agrigento. "Se mettiamo a sistema la costa con la Valle dei Templi e il centro storico — conclude il presidente — potremo finalmente puntare su un turismo stanziale capace di generare ricchezza vera per tutto il territorio".