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Attualità

Modica e la surreale puzza di m...elma ai confini del centro abitato

I residenti di viale Medaglie d'Oro alzano la voce: "Non ne possiamo più"

09 Aprile 2026, 23:38

23:40

Modica e la surreale puzza di m...elma ai confini del centro abitato

Il depuratore di contrada Fiumara a Modica

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Modica, con i primi raggi di sole primaverili, ritrova non solo luce e tepore, ma anche, puntuale, i miasmi che da decenni affliggono i residenti di via Fiumara e del tratto basso di viale Medaglie d’Oro.

All’origine del fenomeno, denunciano gli abitanti, c’è il depuratore comunale, da anni al centro di segnalazioni, proteste e impegni rimasti inattuati.

Non si tratta di un episodio sporadico, bensì di una costante che attraversa stagioni, amministrazioni e interventi tecnici.

I residenti ricordano esposti, assemblee pubbliche, sopralluoghi e l’intervento di ditte specializzate chiamate a tamponare emergenze che, con l’aumento delle temperature, si ripresentano puntualmente.

L’odore acre dei liquami, che si insinua tra le abitazioni e lungo le strade, è divenuto una presenza fissa, quasi parte del paesaggio urbano.

Questa volta, tuttavia, la protesta assume toni più duri. A denunciarlo è Donatello Barone, residente nella zona, che definisce la situazione ormai “grottesca”.

“Ciò che rende tutto ancora più assurdo – spiega – è la coincidenza con le festività. Proprio nelle aree più colpite dai miasmi vengono montati i classici baracchini delle feste.

È una scena surreale: da un lato le bancarelle piene di lecca‑lecca, zucchero filato e caramelle per i bambini, dall’altro una zaffata di liquami che toglie il fiato.

Come può un’amministrazione ritenere accettabile che si vendano prodotti alimentari in un contesto così degradato dal punto di vista igienico?”

La domanda, precisa Barone, non è più soltanto rivolta a chi guida la città, ma alla comunità intera: “Fino a quando siamo disposti a turarci il naso?”

Il tema tocca un nervo scoperto. Modica è città d’arte, patrimonio dell’Umanità, celebrata per il suo barocco e la capacità di attrarre visitatori da ogni parte del mondo.

Ma, ricordano i residenti, la bellezza non può diventare il velo che copre le criticità. Garantire igiene pubblica, decoro urbano e qualità della vita dovrebbe rientrare a pieno titolo nella tutela del territorio, non essere un optional.

Ignorare il nodo di via Fiumara e viale Medaglie d’Oro equivale ad accettare che una porzione della città viva in una condizione di cronica insalubrità, con conseguenze non solo sul benessere di chi vi abita, ma anche sull’immagine complessiva del centro ibleo.

Per gli abitanti, il tempo dei palliativi è finito. Serve un intervento strutturale e definitivo, capace di porre termine a un disagio che dura da troppo.

Perché – come dicono con amara ironia – lo zucchero filato dovrebbe profumare di zucchero, non di fallimento amministrativo.