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11 aprile 2026 - Aggiornato alle 19:57
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L'evento

A Favignana la Giornata nazionale del mare: appello del ministro Musumeci ai custodi del futuro

Festa allo stabilimento Florio e l'invito a curare un mare «malato», tra inquinamento e l'arrivo di nuove boe intelligenti per il monitoraggio

11 Aprile 2026, 13:32

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A Favignana la Giornata nazionale del mare: appello del ministro Musumeci ai custodi del futuro

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Favignana, un’isola, una identità e un bene prezioso: il mare. E nell’isola delle Egadi che quest’anno si celebra la Giornata nazionale del mare. Una risorsa che ha unito mondi lontani, crocevia dell’economia globale che oggi è ferita dalla cattiveria dell’uomo che non riesce a custodirlo.

Mentre la temperatura è alta la prima tintarella con lo sfondo dello stabilimento Florio è servita, un continuo passeggiare a riva a mare tra il verde e l’azzurro di uno specchio d’acqua che racconta la storia. Del passato, parla del presente e già si pensa al futuro. L’evento nazionale si è celebrato nella più grande isola delle Egadi che ha trasformato l’occasione in una festa. I bambini tutti lì con cappellini e bandiere ad intonare l’inno di Mameli, il tappeto blu delle grandi occasioni ed il ministro Nello Musumeci che dopo cinque anni arriva qui e dal palco lancia l’appello: «Il mare è ferito e va curato». Le parole rimbombano all’interno dello stabilimento Florio tra le scatole di tonno vuote che fanno da sfondo a secoli di attività quando uomini e donne stavano lì a lavorare il tonno. Gli ultimo tonnaroti intonano le tradizionali “cialome”. E il ministro sta lì ad ascoltarli con accanto il sindaco di Favignana Giuseppe Pagoto mentre i giovani assessori sono impegnati nell’organizzazione.

L’abbronzatura dei turisti è al punto giusto mentre nel grande salone si parla di prospettive, economia e il rischio sempre più concreto che le isole vengano abbandonate. «Ci sono 35 comuni isolai» – ha ricordato il ministro Musumeci -. Non tutte le isole sono nelle stesse condizioni, ci sono isole in cui ci sono pochi residenti e non nascono i bambini. Fra vent’anni saranno deserte da ottobre a maggio perché durante l’autunno e l’inverno non è bello come d’estate. C’è il rischio della desertificazione delle isole italiane e per evitare ciò meritano di essere sostenute con stanziamenti significativi. Per il ministro «il mare è una carta vincente che non siamo mai riusciti a giocarci, il mare non chiede niente ma dà tanto. Il mare non appartiene a nessuno, appartiene a chi sa ascoltarlo. E se lo ascoltassimo ci direbbe “sono malato”. E noi siamo i responsabili perché i fiumi avvelenati scaricano sul mare, milioni di tonnellate di plastica giacciono nei fondali, è cambiato il clima e le specie aliene sono riapparse. E va soccorso». Da qui il mandato ai ragazzi affinchè ne siano custodi perché il mare è anche una preziosa occasione di vita ed economia con milioni di occupati, 250mila imprese e l’11,8% del Pil.

Dopo Harry, che ha ferito l’isola, si corre ai ripari e si è compreso che «quanto accaduto può diventare un’opportunità», ha detto l’assessore regionale Giusy Savarino. Da qui l’accordo con l’Arpa «per un maggiore controllo del nostro mare con boe intelligenti di monitorare qualità delle acque».